23:22 07 Maggio 2021
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La denuncia dell'eurodeputata leghista Simona Baldassarre sulla proposta di legge della Commissione sul riconoscimento transfrontaliero della genitorialità: "Così vogliono imporre omogenitorialità e utero in affitto".

Una road map di quattro settimane per ascoltare il parere dei cittadini europei sul riconoscimento transfrontaliero delle famiglie. È la consultazione lanciata dalla Commissione europea sulla proposta legislativa che vorrebbe istituire il riconoscimento su tutto il territorio dell’Unione della genitorialità per facilitare la mobilità delle famiglie all’interno dell’Ue.

“La genitorialità stabilita in un Paese dell’Ue può non essere riconosciuta in un altro”, si legge nel testo dell'iniziativa, che andrà avanti fino al prossimo 12 maggio. “Questo – prosegue l’incipit - potrebbe creare problemi durante i viaggi o i trasferimenti in altri Paesi europei, danneggiando i diritti dei bambini che derivano dai genitori, come il mantenimento o la successione”.

Ad oggi, nota ancora la Commissione europea, “non ci sono strumenti a livello internazionale per il riconoscimento della genitorialità” e nei singoli Stati membri vengono applicate leggi e norme differenti.

Per questo le istituzioni europee “intendono prendere in considerazione una serie di misure, compresa una proposta legislativa, per facilitare il riconoscimento della genitorialità fra gli Stati membri” per evitare i problemi che possono insorgere quando lo status di padre o madre “è riconosciuto per legge o quando un bambino è adottato da due genitori, o dal partner del genitore biologico, o da un singolo genitore”.

In questi casi, va avanti la Commissione, ci sono state “segnalazioni” da parte dei cittadini relative a “difficoltà a viaggiare o trasferirsi all’interno di Paesi membri come conseguenza dell’esistenza di diversi tipi di legislazione sull’istituzione e il riconoscimento dei genitori”.

Nel discorso sullo Stato dell’Unione europea nel settembre del 2020 era stata proprio la commissaria Ursula Von der Leyen a ribadire che “se qualcuno è genitore in uno Stato, è genitore in tutti gli Stati”.

Ma la proposta della Commissione ha suscitato diverse critiche. Secondo l’eurodeputata leghista e responsabile del Dipartimento Famiglia dello stesso partito nel Lazio, Simona Baldassarre, l’iniziativa rappresenterebbe il primo passo per “imporre l’omogenitorialità e l’utero in affitto”.

Per la deputata della Lega la proposta di legge sarebbe “la prima faccia della matrioska, apparentemente innocua”. “Arrivando però all’ultima faccia scopriamo la verità: il diritto alla libertà di movimento obbligherà gli Stati membri a riconoscere situazioni illegali secondo le regole nazionali”.

“Il rischio – spiega in una nota - è che i cittadini di Paesi dove la maternità surrogata non è ammessa, come il nostro, saranno obbligati a riconoscere le definizioni più stravaganti di ‘famiglia’, come quelle utilizzate da Paesi come il Belgio, l’Olanda, la Grecia e il Portogallo, dove con l’utero in affitto si diventa genitori”.

L’appello ai cittadini della parlamentare europea è quindi quello di far sentire la propria voce. “Auspico – ha detto - che tutte le persone di buona volontà vadano sul sito della Commissione ed entro il 12 maggio dicano la loro per fermare questo disegno che mira a distruggere le fondamenta della famiglia naturale e viola la competenza esclusiva degli Stati membri in materia di diritto di famiglia".

“Come politico, medico e madre, - ha concluso - sento il dovere di smascherare e denunciare l’inganno”.

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