22:42 14 Maggio 2021
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Il gigante asiatico è quasi da un anno in lotta contro lo spreco alimentare, un enorme problema sia per l'economia che per l'ambiente. Il governo ha ora fatto diventare lo spreco di cibo un crimine punibile per legge.

La Cina è il più grande importatore mondiale di prodotti alimentari, che al contempo deve affrontare un serio problema di spreco alimentare che, secondo alcune stime, solo nelle aree urbane raggiunge volumi di 18 milioni di tonnellate.

Su questa linea, lo scorso agosto il presidente Xi Jinping ha avviato la campagna 'Clean Plate' ('piatto pulito') per combattere lo spreco di cibo e bevande a partire dagli esercizi economici come bar, ristoranti, supermercati e catene.

Dopo diversi mesi, il parlamento di Pechino ha votato un testo che rende lo spreco alimentare un crimine.

Nel testo di legge potrebbe esserci la possibilità per i punti di ristorazione di imporre un pagamento aggiuntivo ai clienti in caso di spreco.

Per controprova, chi finisce di mangiare quanto ordinato potrebbe essere 'premiato', sebbene non siano chiare le modalità. Allo stesso tempo, gli esercizi che incitano a ordinare cibo in eccesso rischierebbero una multa fino a 10.000 yuan (circa 1300 euro).

Lo stesso Xi aveva criticato personalità dello spettacolo e figure di spicco del web, specialmente le celebrità di 'mukbang', termine coreano per le persone che si filmano in live mentre banchettano con un numero di portate ben oltre le proprie capacità, il più delle volte buttando il cibo in eccesso.

Il messaggio del presidente è stato sufficiente a innescare una serie di iniziative più o meno efficaci, come quanto accaduto in un ristorante a Changsha, Cina centro-meridionale, dove i clienti sono stati invitati a pesarsi prima di ordinare un menu 'adattato' al proprio peso.

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