13:25 09 Maggio 2021
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Il fondatore della BioNtech di Magonza, che ha sviluppato il vaccino anti-Covid assieme all'americana Pfizer, rivela che la protezione si abbassa nel giro di sei mesi: "Necessaria una terza dose e poi un richiamo annuale".

Due dosi del vaccino Pfizer potrebbero non bastare ad assicurare una protezione duratura contro il Covid. A dirlo, in un incontro organizzato dalla Stampa estera in Germania, è stato lo scienziato turco-tedesco Ugur Sahin, fondatore della BioNtech, l’azienda farmaceutica di Magonza che ha sviluppato il vaccino assieme alla multinazionale americana.

Sahin, che è medico e professore di oncologia, ha affermato che “nel tempo la protezione del vaccino contro il virus diminuisce, con il calo degli anticorpi".

"Necessario ripetere il vaccino ogni anno"

Per questo una terza vaccinazione sarà “necessaria”. Il richiamo, secondo le stime dell’esperto, dovrà essere effettuato “dopo 9 mesi dalla seconda somministrazione o al massimo dopo 12 mesi".

“Gli studi hanno mostrato che l’efficacia del vaccino BioNTech-Pfizer diminuisce dal 95 per cento a circa il 91 per cento dopo sei mesi”, ha detto Sahin. “Per questo, - ha proseguito - sarà necessaria una terza dose di vaccino per riportare la protezione a sfiorare il 100 per cento”.

In seguito, secondo lo scienziato, citato dall’Associated Press, potrebbe essere necessario ripetere il vaccino “ogni anno o forse ogni 18 mesi”.

Un'eventualità che era stata anticipata nelle scorse settimane anche dal Ceo di Pfizer, Albert Bourla, intervistato dalla Cnbc americana. "Ci sarà verosimilmente bisogno di una terza dose, - aveva annunciato - più o meno dopo sei e 12 mesi e poi da lì, ci sarà una rivaccinazione annuale, ma tutto ciò deve essere confermato". "Le varianti - aveva chiarito - giocheranno un ruolo chiave ".

L'immunità di gregge in Europa

Sahin ha poi scommesso sul fatto che l’Europa possa raggiungere l’immunità di gregge entro i prossimi quattro mesi. “Al più tardi entro agosto”, ha assicurato il Ceo di BioNtech, parlando di “nuova normalità” con riferimento al prossimo futuro.

“Ci si potrà proteggere dal virus e si tornerà a muoversi liberamente, ma ci saranno persone che non sono vaccinate, magari perché non vogliono o che a causa di un cattivo sistema immunitario sono ancora a rischio, dobbiamo fare attenzione anche a loro", ha spiegato. Insomma, per un periodo dovremmo ancora convivere con il virus.

La vaccinazione nei bambini

L’arrivo dei vaccini anti-Covid, ha poi aggiunto, è “un importante successo dell'umanità". Il prossimo passo, ha detto il medico, sarà quello di estendere la protezione anche ai bambini, che talvolta possono essere colpiti da forme violente o dal “long Covid”.

L’estensione della vaccinazione alla popolazione pediatrica, ha spiegato, potrà contribuire a “rafforzare l’immunità di gregge”, ma sarà possibile, ha chiarito, solo una volta ottenuti “dati completi”.
L'efficacia contro la variante indiana

Intanto, il fondatore dell’azienda che ha sviluppato uno dei vaccini che utilizzano la tecnologia dell’Rna messaggero, assicura che il preparato della Pfizer è stato già testato con successo su oltre trenta varianti, compresa quella inglese.

“Anche nei casi in cui la risposta immunitaria è stata più debole è comunque stata giudicata sufficiente”, ha affermato senza fornire ulteriori dettagli. Sono in corso gli studi per determinare l’efficacia sulla variante indiana.

Studi sul cui esito Sahin si dichiara fiducioso: “La variante indiana comprende delle mutazioni che abbiamo già analizzato in precedenza e contro le quali il nostro vaccino funziona”.

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