00:13 08 Maggio 2021
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Il bilancio delle vittime del coronavirus in India ha superato i 200.000 mercoledì, con più di 3.000 morti segnalate in appena 24 ore. L'OMS avverte che la variante della penisola è stata trovata in oltre una dozzina di paesi.

Nuovo record mondiale di infezioni per l'India, con oltre 360mila nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore che portano il bilancio complessivo a 18 milioni, come riportato da France24. Solo quest'ultimo mese il paese ha contato 6 milioni di casi, un'impennata dopo un apparente calo dei mesi scorsi.

Con 3.293 decessi nell'ultimo giorno, il numero delle vittime sale a 201.187, facendo diventare l'India il quarto paese a superare la soglia dei 200mila, dopo Stati Uniti, Brasile e Messico.

Gli esperti dell'OMS, tuttavia, sospettano che il numero (sia delle infezioni che delle vittime) sia fortemente sottovalutato.

L'impennata dei casi sta portando le strutture di tutto il paese, in particolare delle grandi città, al totale collasso, con grave carenza di maschere, fornitura di ossigeno e posti letti: spesso 3 persone sono costrette a condividere un solo giaciglio e si riportano casi di persone decedute fuori dagli ospedali per mancanza di assistenza.

L'esplosione dei casi è stata attribuita parzialmente a degli eventi su larga scala organizzati nel paese, e in parte alla nuova variante rinvenuta nella penisola indiana, ritenuta dagli esperti maggiormente aggressiva, virulenta e, secondo gli ultimi rapporti dell'OMS, possibilmente più resistente agli anticorpi.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha avvertito che la nuova variante Covid-19, denominata come B.1.617, è stata rilevata in oltre 1.200 sequenze "da almeno 17 paesi".

"La maggior parte delle sequenze sono state caricate sul database GISAID da India, Regno Unito, Stati Uniti e Singapore", ha riferito martedì l'OMS nel suo aggiornamento epidemiologico settimanale sulla pandemia, ma per il momento non ha ancora dichiarato questa variante come preoccupante.

Difatti, si stanno ancora svolgendo degli studi approfonditi per verificare se la variante indiana presenti effettivamente maggiori rischi rispetto ad altri ceppi del coronavirus.

L'india ha implementato le forze armate per aiutare la gestione dell'afflusso di infetti negli ospedali e nelle città, cercando di restringere i movimenti su tutto il territorio. Il Regno Unito e gli Stati Uniti hanno già provveduto ad inviare degli aiuti, in particolare per facilitare la produzione del vaccino in loco, dal momento che in India solamente il 10% della popolazione è vaccinato e solo l'1.5% ha ricevuto entrambe le dosi.

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