21:19 14 Maggio 2021
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Teheran e Tel Aviv non hanno al momento relazioni diplomatiche, con l'Iran che si rifiuta di riconoscere lo Stato ebraico e Israele che si impegna a fare del suo meglio per impedire alla Repubblica islamica di ottenere armi nucleari, tra le altri dissapori bilaterali.

Il comandante in capo del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica iraniane (IRGC), il maggior generale Hossein Salami, ha avvertito in un'intervista alla rete di notizie al-Mayadeen che Teheran risponderà a "qualsiasi atto maligno" da parte di Israele.

"Le azioni malvagie commesse dai sionisti nella regione si ritorceranno contro di loro ed esporranno Israele a pericoli reali in futuro. Se continueranno a commetterle, si avvicineranno sempre di più al collasso", ha sostenuto Salami, insistendo sul fatto che "tutte le condizioni per il crollo" dello Stato ebraico "sono pronte".

Ha parlato pochi giorni dopo che Mohammad Baqeri, capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, ha promesso ritorsioni per ogni possibile mossa di Israele per prendere di mira quello che il generale ha descritto come un "fronte di resistenza", un apparente riferimento a una presunta alleanza tra l'Iran, il governo siriano e il gruppo militante Hezbollah.

Baqeri ha detto ai giornalisti che lo Stato ebraico ritiene di poter "prendere costantemente di mira il suolo siriano e fare mosse maliziose in vari luoghi e mari" senza ricevere alcuna risposta.

"Certamente gli sforzi intrapresi negli ultimi giorni e gli sforzi in futuro che metteranno in pericolo i loro interessi [di Israele] li faranno rinvenire, e il futuro del fronte della resistenza è luminoso", ha affermato Baqeri.
This photo released by the official website of the Iranian Defense Ministry on Sunday, June 9, 2019, shows the Khordad 15, a new surface-to-air missile battery at an undisclosed location in Iran
© AP Photo / Iranian Defense Ministry
Missili iraniani

Le osservazioni sono arrivate dopo che la scorsa settimana le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno annunciato di aver attaccato batterie missilistiche in Siria, come rappresaglia per il lancio di un missile caduto nei pressi del Centro di ricerca nucleare Shimon Peres Negev a sud-est della città israeliana di Dimona.

L'agenzia di stampa statale siriana SANA, a sua volta, ha riferito che i sistemi di difesa aerea siriana hanno respinto un attacco missilistico israeliano vicino alla capitale Damasco. Almeno quattro soldati siriani sarebbero rimasti feriti nell'attacco, avvenuto circa 45 km a nord-est della capitale siriana.

Il governo siriano ha ripetutamente attribuito alle IDF gli attacchi missilistici che, in particolare, hanno preso di mira depositi di armamenti in Siria.

Tel Aviv, a sua volta, punta il dito contro Teheran che, come sostiene Israele, sta fornendo armi a Damasco come mezzo per attaccare lo Stato ebraico. L'Iran nega di avere una presenza militare nella Repubblica araba oltre ai consiglieri inviati su richiesta di Damasco per aiutare il governo siriano a combattere i gruppi terroristici.

Teheran rifiuta il diritto all'esistenza di Israele, giurando spesso di distruggerlo, mentre Tel Aviv, oltre ad accusare l'Iran di fornire armi a Damasco, si è ripetutamente impegnata a impedire alla Repubblica islamica di ottenere armi nucleari. Il governo iraniano insiste sul fatto che il suo programma nucleare è puramente pacifico.

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