13:23 09 Maggio 2021
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Durante i colloqui di Vienna in corso per riattivare l’accordo sul nucleare iraniano, l'amministrazione Biden ha inviato indicazioni a Teheran sulla possibilità di riduzione delle sanzioni contro l'Iran, mentre Mike Pompeo annuncia un piano dei Repubblicani al contrario ancora più duro: il ‘Maximum Pressure Act’.

Maximum Pressure Act, cioè ‘Piano di massima pressione’, ha riferito il Wall Street Journal, ieri, mercoledì 21 aprile. È il piano di legislazione presentato dai Repubblicani al quale si è unito l’ex Segretario di Stato Mike Pompeo e che prevede ulteriori sanzioni contro l’Iran proprio mentre il Presidente Joe Biden è impegnato nelle difficili trattative di Vienna per rianimare il JCPOA (Joint Comprehensive Plan of Action), qual piano di azione congiunto globale per il nucleare iraniano abbandonato unilateralmente dagli Stati Uniti nel 2018.

"L'America, il nostro alleato Israele, e il mondo intero, sono più al sicuro perché la politica di massima pressione del presidente Trump e le sanzioni schiaccianti hanno negato agli iraniani le risorse di cui avevano bisogno per sostenere la costruzione di un'arma nucleare o per sostenere il terrorismo a livello globale", ha detto Pompeo, che era stato protagonista della spinta alle sanzioni durante l'amministrazione Trump, intervistato da Fox News.

​I membri del Republican Study Committee (RSC), un caucus (gruppo di lavoro di dirigenti di partito) conservatore repubblicano della Camera, guidato da Jim Banks, ha annunciato l'intenzione di introdurre la legislazione di 118 pagine relativa al programma nucleare iraniano con il sostegno di 83 Repubblicani della Camera.

​Sullo sfondo dei colloqui in corso a Vienna tra alti diplomatici di Stati Uniti, Iran, Germania, Francia, Russia, Cina e Unione europea, nel tentativo di tracciare un modo in cui il JCPOA 2015 possa essere pienamente ripristinato, tale disegno di legge cerca di prevenire un rientro degli Stati Uniti nell'accordo stesso.

La legislazione proposta incorporerebbe misure che richiederebbero la ratifica da parte del Senato di qualsiasi nuovo accordo con Teheran, mentre codifica in sanzioni legali le misure contro l'Iran introdotte durante l'era Trump. Inoltre le sanzioni verrebbero ampliate, estendendole al programma missilistico balistico iraniano, al Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche iraniane e alle milizie sostenute dall'Iran in altre parti del Medio Oriente, nonché ad una serie di industrie iraniane. Tutto ciò non faciliterebbe certo le possibilità di un rientro nell’accordo JCPOA.

“Questo disegno di legge fa tre cose. Innanzi tutto mostra che il Congresso non è vincolato ad accordi del Presidente che pretende di parlare a nostro nome. In secondo luogo, codifica la strategia di massima pressione dell'amministrazione Trump fino a quando l'Iran non soddisferà le 12 richieste formulate dall'ex Segretario di Stato Mike Pompeo nel maggio del 2018. In terzo luogo, espande le sanzioni iraniane bipartisan esistenti imposte dal Congresso, rendendole le sanzioni più dure mai introdotte dal Congresso sull'Iran", ha detto il presidente della RSC Jim Banks in una conferenza stampa il 21 aprile.

Pompeo, che ha prestato servizio alla Camera dal 2011 fino a quando è entrato a far parte dell'amministrazione Trump nel 2017, ha valutato la proposta di legge, affermando di aver "lavorato sulla questione Iran per un tempo terribilmente lungo".

​Sottolineando che, nonostante le sanzioni dell'amministrazione Trump, Teheran abbia continuato ad espandere il suo programma nucleare, Pompeo ha dichiarato:

“Una campagna di pressione - efficace come quella che abbiamo portato a termine - continuerà a far fare agli iraniani scelte difficili. Scelte difficili se sostenere Hezbollah, sostenere le milizie in Iraq ... sostenere gli Houthi ... Sono orgoglioso di questa legislazione. Parla delle cose che devono essere fatte affinché l'Iran si riunisca alla comunità delle nazioni".

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