12:51 09 Maggio 2021
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Il team di scienziati tedeschi dell’Università di Greifswald, guidato dal professor Andreas Greinacher, ha individuato il meccanismo che scatena le trombosi gravi dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca.

Il nome sembra uno scioglilingua e si traduce in italiano con “trombocitopenia trombotica immunitaria indotta da vaccino” (VITT). È così che il team di scienziati tedeschi dell’Università di Greifswald, guidato dal professor Andreas Greinacher, ha ribattezzato il meccanismo che ha causato i rari casi di trombosi grave dopo l’inoculazione del vaccino AstraZeneca.

In un articolo scientifico pubblicato sulla rivista Research Square, che deve ancora essere sottoposto a peer review, i ricercatori hanno individuato nel processo innescato dall’acido etilendiamminotetraacetico (EDTA) presente nel vaccino, la causa delle trombosi.

Come si legge sul Fatto Quotidiano, che cita la ricerca del gruppo di Greifswald, “l’EDTA aumenta la permeabilità microvascolare e i componenti del vaccino causano reazioni infiammatorie acute”.

“La formazione di antigeni in un ambiente proinfiammatorio offre una spiegazione per la produzione di anticorpi anti-PF4. – continua lo studio - Gli anticorpi anti-PF4 ad alto titolo attivano le piastrine e inducono l’attivazione dei neutrofili e la formazione di NETs, alimentando la risposta protrombotica”.

Insomma, l’EDTA manda il tilt il sistema immunitario e provoca questo tipo di reazione avversa che, secondo gli scienziati, si innescherebbe non appena il vaccino viene inoculato nell’individuo.

Il soggetto colpito, però, accuserebbe i primi sintomi soltanto dopo 4-5 giorni. Resta un mistero, il perché ad essere più vulnerabili siano soprattutto soggetti sotto i sessant’anni di età.

Come non è chiaro se sia lo stesso meccanismo a provocare lo stesso problema negli altri vaccini che si servono di un vettore adenovirale, come quello di Johnson&Johnson.

“Potrebbero volerci anni per chiarire la causa in tutti i dettagli”, ha spiegato il professor Greinacher durante una conferenza stampa internazionale, in cui ha annunciato di aver iniziato a collaborare anche con i produttori del vaccino Janssen per stabilire quale sia la reazione che provoca le trombosi rare.

Anche un gruppo di scienziati norvegesi è arrivato a conclusioni simili sulla reazione immunitaria che porta alla formazione di trombi dopo la somministrazione del vaccino di AstraZeneca.

I casi di trombosi rare dopo la somministrazione del vaccino

Stando ai dati dell’Ema, citati dalla Reuters, finora ci sono stati 300 incidenti di questo tipo su decine di milioni di dosi somministrate in Europa.

In tutto il mondo 287 sono collegati al Vaxzevria, prodotto dalla casa farmaceutica anglo-svedese. Per la maggior parte si tratta di trombosi del seno venoso cerebrale e di trombosi venosa splancnica, relativa alle vene dell’addome.

Casi simili si sono verificati dopo la somministrazione del vaccino di Johnson&Johnson. L’effetto collaterale è stato segnalato anche in 25 casi di pazienti immunizzati con Pfizer e in 5 persone che hanno ricevuto il vaccino di Moderna.

Johnson&Johnson ha fatto sapere che introdurrà una nuova etichetta sulla confezione con un avvertimento sul rischio del raro effetto collaterale e le istruzioni per riconoscerlo e trattarlo, mentre da Oxford hanno dichiarato di essere al lavoro per “capire i singoli casi e "i possibili meccanismi che potrebbero spiegare questi eventi estremamente rari".

Per l’Ema i benefici prodotti dai vaccini di AstraZeneca e Johnson&Johnson continuano a superare i rischi. L’agenzia regolatoria del Regno Unito, la Britain's Medicines and Healthcare, sconsiglia però l’utilizzo del Vaxzevria per i giovani sotto i 30 anni.

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