13:38 09 Maggio 2021
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Il Georgia Aquarium di Atlanta, negli Stati Uniti, ha annunciato domenica scorsa che le loro lontre asiatiche dalle piccole unghie sono risultate tutte positive al COVID-19, dopo che test tampone sono stati eseguiti sugli animali che avevano mostrato lievi sintomi respiratori.

Tosse, starnuti, naso che cola, lieve letargia e tutti i sintomi che per gli umani si riassumerebbero in ‘raffreddore’ e che sono comuni, ma che per le lontre sono piuttosto rari.

Tonya Clauss, una dei responsabili principali per la salute degli animali del parco, ha spiegato che non sono noti quali saranno gli effetti di lungo periodo di questa malattia nuova anche per questa specie, ma che si aspetta che si riprenderanno completamente e che, in ogni caso, la struttura sta facendo tutto il possibile assicurandosi che ricevano le cure, mangino e riposino.

Si sospetta che questa specie di lontra (Aonyx cinerea nome scientifico), originaria delle paludi di mangrovie e nelle aree paludose d'acqua dolce di Bangladesh, India meridionale, Cina, Taiwan, Indocina, Malesia peninsulare, Indonesia e delle Filippine, sia stata infettata da un dipendente del parco.

“Per cautela, tutto il personale che è stato in contatto con le lontre è stato testato. Il rischio di trasmissione da animale a uomo è incredibilmente raro. Le lontre asiatiche dalle piccole unghie dell'Acquario non hanno un contatto diretto con gli ospiti e sono sempre state dietro le barriere acriliche", ha detto l’Acquario in una nota.

Non il primo caso di Covid-19 tra gli animali

L’anno scorso allo zoo del Bronx sono risultate positive al Covid-19 cinque tigri e tre leoni, in uno zoo della Virginia due tigri malesi. Quest’anno a gennaio allo Zoo Safari Park di San Diego sono risultati positivi due gorilla. Una tigre e due leoni risultano essere stati contagiati anche in uno zoo in Svezia.

Ma oltre agli animali tenuti in cattività negli zoo, anche tutta una discreta serie di altri mammiferi risulta possa essere vulnerabile al Covid-19, pur senza le conseguenze estreme che si possono osservare negli umani – cani, gatti, bovini, criceti e visoni risultano sicuramente essere stati contagiati dal virus SARS-CoV-2, manifestando sintomi modesti della malattia Covid-19.

Gli scienziati ritengono che in tutto siano ben 26 le specie a rischio che possano ammalarsi.
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