12:33 09 Maggio 2021
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L'avvertimento del segretario di Stato americano Antony Blinken: "Nella lotta ai cambiamenti climatici gli Usa stanno lasciando la leadership alla Cina". Gli Usa pronti ad un maxi piano di investimenti per superare il gap con il Paese del dragone su infrastrutture e tecnologie green.

Il braccio di ferro tra Usa e Cina si gioca anche sul piano energetico. È una vera e propria “competizione strategica”, così l’ha definita il segretario di Stato americano Antony Blinken, nella quale, per stessa ammissione del diplomatico, gli Stati Uniti stanno rimanendo indietro.

Il segretario di Stato USA Antony Blinken
© AP Photo / Andrew Caballero-Reynolds
Il segretario di Stato USA Antony Blinken

“È difficile immaginare gli Stati Unti vincere la competizione strategica nel lungo periodo con la Cina se non guidiamo la rivoluzione dell'energia rinnovabile", ha detto parlando nel quartier generale della Chesapeake Bay Foundation ad Annapolis, nel Maryland.

"Se non recupereremo, - ha avvertito - l'America perderà l'opportunità di definire il futuro climatico del mondo in modo tale che rifletta i nostri interessi e valori, e rinuncerà ad un'infinità di posti di lavoro per gli americani".

La competizione sulle rinnovabili

In effetti, come ricorda lo stesso segretario di Stato, Pechino è attualmente il maggiore “produttore ed esportatore di tecnologia per l'energia rinnovabile”, detenendo un terzo dei brevetti per le rinnovabili. Numeri, questi che mettono in ombra il ruolo degli Stati Uniti nel settore.

Il tema, come ricorda l’agenzia Agi, verrà affrontato nel summit sul clima organizzato per giovedì e venerdì prossimi dal presidente Joe Biden, con 40 capi di Stato.

"Ogni paese del pianeta deve fare due cose: ridurre le emissioni e prepararsi all'inevitabile impatto dei cambiamenti climatici”, ha affermato ancora Blinken. “L'innovazione e l'industria americana – ha concluso - possono essere in prima linea su entrambi i fronti".

Il piano di investimenti degli Stati Uniti

La parola d’ordine, quindi, è investire sulle infrastrutture e tecnologie green. Il governo americano ha in programma un piano da oltre duemila miliardi in questo settore.

Tra i progetti che puntano a contrastare l’egemonia cinese nel settore rientra anche quello dell’installazione di un mega parco eolico nell’Atlantico a 15 miglia da Martha's Vineyard, località di villeggiatura amata dai cittadini newyorchesi.

Come racconta il corrispondente di Repubblica, Federico Rampini, l’impianto di Vineyard Wind prevede il posizionamento iniziale di 62 turbine con capacità di 800 megawatt, per un investimento di 3 miliardi, e rappresenta solo il primo tassello di un progetto che prevede lo sviluppo di una serie di grandi parchi eolici offshore.

Un piano che coinvolgerà tre Stati e un'area popolata da 20 milioni di persone. L’obiettivo della nuova amministrazione è raggiungere entro il 2030 “una capacità complessiva di 30 gigawatt” e garantire il fabbisogno energetico di dieci milioni di famiglie, con una riduzione di 78 tonnellate di emissioni di Co2.

Usa e Cina pronte a cooperare per affrontare la crisi climatica

Nei giorni scorsi gli inviati speciali sul clima John Kerry e Xie Zhenhua, avevano fatto sapere in una dichiarazione congiunta diffusa a margine dei colloqui di Shanghai di essere “impegnati a cooperare tra loro e con altri paesi per affrontare la crisi climatica, che deve essere affrontata con la serietà e l'urgenza che richiede”.

“Ciò include – proseguiva la nota - sia il potenziamento delle rispettive azioni che la cooperazione nei processi multilaterali, tra cui la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e l'accordo di Parigi".

Entrambi i Paesi, come ha sottolineato il dipartimento di Stato degli Usa, “intendono sviluppare le loro strategie a lungo termine mirate a zero emissioni nette di gas serra e alla neutralità del carbonio” e “massimizzare gli investimenti internazionali a sostegno della transizione verso le energie rinnovabili nei Paesi in via di sviluppo”.

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