10:07 18 Maggio 2021
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Teheran ha ripetutamente criticato gli Stati Uniti e i loro alleati per i loro "doppi standard", incolpando l'Occidente di aver attaccato il programma nucleare iraniano - che, insiste l'Iran, sarebbe progettato per scopi puramente pacifici - ignorando il presunto possesso di Israele di un intero arsenale di armi nucleari.

I funzionari dell'intelligence militare israeliana nel Mossad temono che i colloqui di Vienna terminino nel rilancio del Piano d'azione congiunto globale (JCPOA), secondo quanto riferito da Axios.

Domenica si è svolta una riunione di alta sicurezza del gabinetto israeliano sul programma nucleare iraniano e sull'accordo del 2015, che l'ex presidente americano Donald Trump ha abbandonato nel 2018, imponendo dure sanzioni economiche contro Teheran nell'ambito di una cosiddetta campagna di "massima pressione" contro la Repubblica Islamica.

"Non possiamo dire di essere molto ottimisti", ha riferito un alto funzionario israeliano. "Non ci sorprenderà se nel giro di poche settimane gli Stati Uniti e altre potenze mondiali firmassero un accordo con l'Iran."

 

Un dipendente dell'impianto di arricchimento dell'uranio a Isfahan, Iran
© AP Photo / Vahid Salemi
Un dipendente dell'impianto di arricchimento dell'uranio a Isfahan, Iran

 

Secondo quanto riferito, gli alti funzionari israeliani hanno anche condiviso le loro preoccupazioni con Channel 12 sulla volontà dell'amministrazione Biden di rilanciare il JCPOA "a ogni costo".

"Entrambe le parti, gli americani e gli iraniani, vogliono un accordo. Gli iraniani sentono che gli americani vogliono un accordo a tutti i costi", ha postato su Twitter un funzionario del Times of Israel.

La nuova amministrazione statunitense ha indicato un potenziale ritorno al JCPOA, ma non è riuscita a compiere passi concreti in quella direzione. Washington ha anche ipotizzato di espandere l'accordo del 2015.

Teheran, in cambio, ha insistito sul fatto che l'accordo dovrebbe essere preservato nella sua forma originale.

L'Iran anche ripetutamente affermato che prima di tutto gli Stati Uniti - dal momento che è stato Washington ad abbandonare l'accordo nel 2018 - devono revocare le sanzioni contro il Paese.

La notizia arriva nel mezzo dell'incidente avvenuto domenica scorsa nella centrale nucleare di Natanz, che i funzionari iraniani hanno descritto come "terrorismo nucleare", insistendo sul fatto che Israele è stato responsabile dell'attacco. Tel Aviv ha evitato di negare l'accusa. Tuttavia, il New York Times ha riferito, citando le sue fonti, che il governo israeliano era dietro il blackout nucleare.

L'impianto di arricchimento dell'uranio di Natanz, Iran
© AP Photo / HASAN SARBAKHSHIAN
L'impianto di arricchimento dell'uranio di Natanz, Iran

Israele ha ripetutamente espresso preoccupazione per il fatto che gli Stati Uniti possano rientrare nell'accordo del 2015, esprimendo timori per la presunta volontà di Teheran di sviluppare armi nucleari. I funzionari israeliani hanno chiesto di abbandonare l'accordo per sempre o di ampliarne il campo di applicazione ad altri Stati, come Israele e gli Stati del Golfo.

All'inizio di marzo, il ministro della Difesa Benny Gantz ha dichiarato che l'esercito israeliano stava aggiornando i suoi piani per prepararsi a potenziali attacchi agli impianti nucleari in Iran e aveva già identificato "numerosi obiettivi" all'interno del paese. Dopo le osservazioni di Gantz, il ministro della Difesa iraniano ha promesso di distruggere Tel Aviv e Haifa - le due più grandi città di Israele - se lo Stato ebraico tentasse di attaccare la Repubblica Islamica.

Le tensioni in Medio Oriente si sono intensificate a novembre in seguito all'assassinio del principale fisico nucleare iraniano Mohsen Fakhrizadeh. Teheran ha incolpato la sua morte all'agenzia di spionaggio israeliana Mossad, mentre Tel Aviv si è rifiutata di confermare o negare il suo presunto coinvolgimento. Tuttavia, nel 2018, Netanyahu ha sostenuto in una conferenza che Fakhrizadeh fosse a capo di un'unità all'interno dell'esercito iraniano presumibilmente al lavoro per sviluppare una bomba nucleare.

Israele stesso è stato ampiamente accusato di aver sviluppato armi di distruzione di massa decenni fa. Secondo vari media, lo Stato ebraico potrebbe avere circa 90 armi nucleari.

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