23:59 12 Maggio 2021
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Il Presidente Joe Biden ha annunciato mercoledì che gli Stati Uniti inizieranno a ritirare le loro 2.500 truppe dall'Afghanistan il 1° maggio, sperando di esserne completamente fuori per l'11 settembre, in occasione del 20° anniversario degli attacchi terroristici. Il senatore repubblicano Lindsey Graham sostiene che la mossa sia ancora prematura.

Dal primo maggio le truppe USA e, in linea con queste tutte le forze della NATO, inizieranno a lasciare l'Afghanistan. In questo modo si spera che per la data che ricorda i drammatici attacchi di venti anni fa, l’11 settembre, il disimpegno venga del tutto completato.

L’iniziativa non ha trovato il consenso del senatore repubblicano Lindsey Graham, che ha sostenuto apertamente che il ritiro delle forze americane dall'Afghanistan entro l'11 settembre, aprirà la strada ad un altro 11 settembre.

"Con tutto il rispetto per il presidente Biden, non hai posto fine alla guerra, l'hai estesa. L'hai resa più grande, non più piccola", ha detto l'anziano senatore degli Stati Uniti dalla Carolina del Sud durante una conferenza stampa di Capitol Hill.

​Graham, che dal 1982 al 1988 ha prestato servizio presso l'Aeronautica degli Stati Uniti, ha affermato che la decisione di Biden rischia di portare ad una ulteriore escalation della guerra civile in Afghanistan, creando un ambiente instabile che potrebbe riportare al potere gruppi come al Qaeda* e Daesh**.

"La probabilità che ciò possa accadere aumenta alle stelle dopo la decisione di oggi del Presidente Biden”, ha avvertito il politico.

Il senatore repubblicano, che è stato richiamato in servizio attivo come avvocato difensore durante la Guerra del Golfo del 1990-1991, e ha prestato servizio anche in Afghanistan nell'agosto 2009, ha indicato l'esempio manifesto degli sviluppi che seguirono il ritiro totale delle truppe dall'Iraq nel 2011.

Facendo riferimento al nuovo rapporto dell'Ufficio del Direttore dell'intelligence nazionale, che offre una valutazione pessimistica delle prospettive di pace in Afghanistan, Graham ha detto:

"Il presidente Biden, purtroppo, ha scelto l'opzione a più alto rischio disponibile, che è lasciare qualunque cosa accada".

Il presidente dell'Afghanistan, Ashraf Ghani, ha riconosciuto di aver parlato con Biden prima dell'annuncio ufficiale, aggiungendo che il suo governo "rispetta la decisione degli Stati Uniti e lavorerà con questi per garantire una transizione senza intoppi".

Ghani su Twitter ha poi aggiunto che le forze di sicurezza e difesa del suo paese sono "pienamente in grado di difendere il popolo e la nazione".

​Reazione talebana

La nuova data per il ritiro completo fissata da Biden rinvia la scadenza del 1° maggio stabilita nell'ambito di un accordo di pace tra l'allora presidente Donald Trump e i talebani nel 2020.

In risposta all'annuncio, mercoledì i talebani hanno ribadito che volevano che tutte le forze straniere lasciassero l'Afghanistan "alla data specificata nell'accordo di Doha".

Su Twitter, il portavoce talebano Zabihullah Mujahid ha messo in guardia dal violare l'accordo.

​Il senatore Graham non è certamente l’unico ad aver manifestato apertamente il proprio disappunto, altri eminenti senatori repubblicani hanno deplorato la decisione del ritiro nonché lo stesso direttore della CIA, William Burns, al Comitato di intelligence del Senato mercoledì scorso ha detto:

"La capacità degli Stati Uniti di raccogliere informazioni e agire contro le minacce diminuirà quando le truppe americane lasceranno l'Afghanistan".

Il senatore Mitch McConnell si è spinto oltre osservando: “A quanto pare dobbiamo aiutare i nostri avversari a festeggiare l’anniversario dell’11 settembre restituendogli il Paese”.

La guerra più lunga nella Storia di Stati Uniti e NATO

Stati Uniti e alleati invasero l'Afghanistan nel novembre 2001 sostenendo che il leader di al-Qaeda di origine saudita, Osama bin Laden, ritenuto l’ideatore degli attacchi dell’11 settembre, si fosse rifugiato nel Paese sotto protezione dei talebani.

USA e NATO presero il controllo dei principali centri abitati ma si trovarono poi impantanati in una lunga resistenza contro i talebani.

La guerra ha causato la morte di oltre 65.000 membri delle forze di sicurezza afghane, oltre 3.500 soldati della coalizione, quasi 4.000 mercenari occidentali, tra i 67.000 e i 72.000 combattenti talebani e oltre 38.000 civili.

 * Gruppo terroristico messo fuori legge in Russia e in molte altre nazioni.

** Daesh (noto anche come ISIS / ISIL / IS) è un'organizzazione terroristica fuorilegge in Russia e in molte altre nazioni.

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