10:54 18 Maggio 2021
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L'infettivologo numero uno negli Stati Uniti ritiene che vi sia una forte somiglianza nei casi di trombosi dopo le vaccinazioni anti-Covid con i preparati di Johnson & Johnson e AstraZeneca.

"Naturalmente, può esserci un nesso. È possibile vedere somiglianze piuttosto forti in relazione al tempo trascorso dopo la somministrazione del vaccino. In particolare la sindrome clinica della trombosi insieme a un basso numero di piastrine. Ci sono molte somiglianze, non possono essere trascurate, è abbastanza ovvio", ha detto in un'intervista alla NBC.

In precedenza, la Food and Drug Administration ed i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) avevano raccomandato che il vaccino sviluppato dalla Janssen (società farmaceutica del gruppo Johnson & Johnson) fosse sospeso "per motivi precauzionali".

La Johnson & Johnson ha diffuso un comunicato in cui annunciava il rinvio del proprio siero anti-Covid in Europa e allo stesso tempo ha notato di essere al corrente dei casi di coaguli di sangue dopo la vaccinazione con il suo vaccino.

Nella giornata di ieri si è saputo che l'Australia ha deciso di non acquistare il vaccino di J&J.

Tags:
Medicina, vaccino, Coronavirus, USA
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