15:00 16 Maggio 2021
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Le parole dei tre paesi dell'Unione Europea riguardo alle recenti dichiarazioni dell'Iran di ulteriori arricchimenti del 60% dell'uranio a seguito dell'incidente nell'impianto nucleare di Natanz.

Francia, Germania e Regno Unito sono preoccupati per le dichiarazioni dell'Iran sull'arricchimento del 60% dell'uranio, secondo un comunicato congiunto dei rappresentanti del ministero degli Esteri dei paesi del trio UE.

Martedì l'Iran ha informato l'Agenzia internazionale per l'energia atomica AIEA della sua intenzione di arricchire l'uranio al 60%. Teheran ha osservato che l'uranio arricchito fino al 60% viene utilizzato nella produzione di molibdeno, un elemento chimico necessario per la creazione di radiomedicine.

Secondo il presidente iraniano Hassan Rouhani, Teheran ha deciso di aumentare l'arricchimento dell'uranio e installare centrifughe più moderne in risposta al sabotaggio nell'impianto nucleare di Natanz.

"Noi, i governi di Francia, Germania e Regno Unito, abbiamo preso atto della dichiarazione del 13 aprile dell'Iran all'AIEA sull'avvio del processo di arricchimento dell'uranio fino al 60% utilizzando centrifughe avanzate", hanno detto i funzionari del ministero degli Esteri del trio UE in un comunicato.

"Si tratta di uno sviluppo serio, perché la produzione di uranio altamente arricchito è un passo importante nella produzione di armi nucleari. L'Iran non ha un reale bisogno civile di questo livello di arricchimento", si legge nel comunicato.

I tre paesi hanno inoltre espresso preoccupazione per i piani dell'Iran di installare 1.000 nuove centrifughe a Natanz, aumentando notevolmente le sue capacità di arricchimento dell'uranio.

"Queste dichiarazioni dell'Iran sono particolarmente deplorevoli in un momento in cui tutti i partecipanti al JCPOA e gli Stati Uniti hanno avviato discussioni sostanziali al fine di cercare rapidamente una soluzione diplomatica per rivitalizzare e ripristinare l'accordo sul nucleare", hanno detto nel comunicato.

I rappresentanti del ministero degli Esteri di Francia, Germania e Regno Unito hanno sottolineato che le dichiarazioni dell'Iran contraddicono lo spirito costruttivo di tali discussioni. "Alla luce dei recenti eventi, respingiamo qualsiasi escalation da parte di qualsiasi partecipante e chiediamo all'Iran di non complicare il processo diplomatico", hanno detto.

All'inizio di gennaio, l'Iran ha lanciato l'arricchimento dell'uranio al 20%, mentre l'accordo sul nucleare del 2015 consentiva un livello non superiore al 3,67%. Due anni dopo che l'ex presidente Donald Trump ha annunciato (nel 2018) che gli Stati Uniti si sarebbero ritirati dall'accordo sul nucleare e avrebbero imposto severe sanzioni all'Iran, Teheran ha deciso di abbandonare l'ultimo punto dell'accordo e ha iniziato ad aumentare il livello di arricchimento dell'uranio.

Secondo Teheran, l'arricchimento fino al 60% dell'uranio è necessario per la produzione del di molibdeno. Behrouz Kamalvandi, un portavoce dell'Organizzazione per l'energia atomica dell'Iran AEOI, ha detto a gennaio che l'Iran potrebbe facilmente portare l'arricchimento dell'uranio al 90%, tipicamente utilizzato per produrre armi nucleari.

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