15:00 06 Maggio 2021
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Nelle ultime settimane, 94 siriani sono stati informati che vedranno revocato il permesso di soggiorno in Danimarca. Si prevede che molti altri riceveranno lo stesso messaggio in futuro.

Il ministro degli Esteri danese Jeppe Kofod ha sostenuto che mentre la guerra civile è ancora in corso in molti luoghi della Siria, ci sono parti del Paese in cui la situazione è “diversa”.

Le autorità danesi ritengono che la capitale siriana Damasco sia un'area sicura in cui tornare, nonostante l'opposizione dell'Onu e di Amnesty International.

"C'è ancora la guerra civile in molti luoghi della Siria, ma ci sono parti del paese in cui la situazione è diversa", ha detto al quotidiano Politiken il ministro degli Esteri danese Jeppe Kofod.

Le autorità danesi considerano sicure queste aree, compresa l'area metropolitana intorno a Damasco.

© Sputnik . Mikhail Voskresensky
La città Duma nei pressi di Damasco

Kofod ha spiegato che i rifugiati che si offrono volontari per il ritorno riceveranno un sostegno finanziario, evitando così la deportazione forzata. La somma che i rifugiati hanno finora ricevuto attraverso la partenza volontaria è stata compresa tra le 100.000 e le 200.000 corone danesi (13.400 – 26.800 euro).

Nelle parole di Kofod, l'idea è che i siriani che ritornano aiuteranno a ricostruire il paese. La convinzione personale di Kofod è che questo potrebbe alla fine portare le persone a essere in grado di "rinunciare" al presidente Bashar al-Assad.

Tuttavia, i piani per revocare i permessi di soggiorno temporanei dei rifugiati siriani sono stati accolti con opposizione e critiche da parte dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), che insiste sul fatto che le aree di ritorno non sarebbero abbastanza sicure:

“Il rientro presuppone che le condizioni siano costantemente stabili. Non possiamo vederlo da nessuna parte in Siria", ha detto al quotidiano Information la portavoce dell'UNHCR Danimarca Elisabeth Haslund.

La politica danese ha sollevato obiezioni simili da parte anche di Amnesty International, che ha sottolineato che i siriani che rimpatriano potrebbero essere a rischio di gravi violazioni dei diritti umani.

Tuttavia, ad oggi, la minaccia di espulsione forzata non è ancora evidente, poiché la Danimarca attualmente non ha alcun accordo con le autorità siriane.

La Danimarca ospita attualmente 35.000 siriani, la maggior parte dei quali è arrivata nell'ultimo decennio durante la guerra civile, che secondo i dati delle Nazioni Unite ha causato 6,6 milioni di sfollati.

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