15:08 16 Maggio 2021
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La notizia arriva mentre Teheran intende aumentare la sua attività nucleare sulla scia di un attacco di sabotaggio alla sua centrale nucleare di Natanz.

L'Iran introdurrà altre 1.000 centrifughe nel sito nucleare di Natanz, ha detto il capo negoziatore nucleare e viceministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.

L'Iran ha anche iniziato ad aumentare l'arricchimento dell'uranio al 60% martedì, ha riferito l'agenzia di stampa IRNA, citando il vice ministro degli Esteri iraniano, che ha anche detto che Teheran ha informato l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) della mossa.

L'Organizzazione iraniana per l'energia atomica (AEOI) ha riferito che l'impianto di Natanz ha subito domenica scorsa un incidente che ha coinvolto la sua rete di distribuzione di energia elettrica. Il capo dell'AEOI, Ali Akbar Salehi, ha descritto l'incidente come "terrorismo nucleare". Le autorità iraniane hanno poi detto che tutte le centrifughe danneggiate saranno sostituite con modelli migliori.

Il canale israeliano Kan ha riferito, citando fonti dell'intelligence, che Natanz è stato preso di mira da un attacco informatico che ha coinvolto il servizio di intelligence straniero israeliano Mossad.

Ciò è avvenuto durante i colloqui di Vienna dedicati al ritorno degli Stati Uniti agli accordi sul nucleare iraniano JCPOA, dai quali si sono ritirati nel 2018.

Il ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif, ha recentemente giurato vendetta contro Israele, ma ha osservato che l'atto di "terrorismo nucleare e il crimine di guerra", come ha descritto l'incidente, non avrebbe spinto Teheran a ritirarsi dai colloqui.

"I sionisti vogliono vendicarsi a causa dei nostri progressi nella revoca delle sanzioni. Non cadremo nella loro trappola. Non permetteremo che questo atto di sabotaggio influenzi i colloqui sul nucleare. Ma ci vendicheremo contro i sionisti", ha detto Zarif ai media iraniani.

L'Iran ha intensificato l'arricchimento di uranio oltre i limiti fissati nell'ambito del JCPOA del 2015, stati fissati dopo che l'amministrazione Trump ha unilateralmente ritirato gli Stati Uniti dal patto e ha reimposto sanzioni alla Repubblica Islamica nel 2018. L'Iran si è detto pronto a impegnarsi nuovamente nell'accordo se Washington avesse abolito le restrizioni, ma gli USA si sono rifiutati  di rinegoziare i termini.

Il JCPOA è stato firmato dall'Iran con Cina, Francia, Germania, Russia, Regno Unito, Stati Uniti e UE. A Teheran era stato chiesto di frenare il suo programma nucleare e declassare le sue riserve di uranio in cambio di un alleggerimento delle sanzioni.

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