21:34 07 Maggio 2021
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Il principale impianto di arricchimento dell'uranio in Iran ha subito un attacco domenica che i funzionari di Teheran hanno catalogato come un "atto di terrorismo nucleare". In seguito i media israeliani e statunitensi hanno ipotizzato che il blackout elettrico capitato all'impianto fosse il risultato di una "operazione israeliana segreta".

L'attacco all'impianto nucleare iraniano di Natanz è stato pianificato "molto prima" dell'inizio dei negoziati della commissione congiunta dei membri rimasti nell'accordo nucleare con l'Iran e mirava ad indebolire la posizione negoziale di Teheran durante i colloqui, ha scritto il Jerusalem Post con riferimento a fonti.

Le fonti del giornale hanno indicato che i pianificatori dell'attacco non avevano certezze se l'Iran e gli Stati Uniti - i cui negoziatori sono arrivati ​​a Vienna la scorsa settimana ma non sono stati autorizzati a partecipare direttamente ai colloqui, avessero ripreso negoziati seri sul possibile ritorno di Washington nell'accordo nucleare.

Le fonti del Jerusalem Post hanno inoltre fatto capire "che la guerra segreta contro l'Iran va avanti ed è costante e mirata per impedire che si avvicini alla soglia nucleare indipendentemente dalla politica condotta delle potenze mondiali sulla questione in un dato periodo".

L'articolo va a confermare altri pezzi pubblicati sui media statunitensi e israeliani che suggerivano che l'incidente di Natanz fosse il risultato di un "attacco terroristico" e che i servizi segreti israeliani (Mossad) fossero coinvolti. Nella tarda serata di ieri il New York Times ha riferito che l'incidente è stato il risultato di una "esplosione deliberatamente pianificata" in una "operazione israeliana segreta". Nell'articolo si afferma, citando fonti anonime nell'intelligence statunitense e israeliana, che l'incidente ha ridotto drasticamente le capacità di arricchimento dell'uranio dell'Iran e che potrebbero essere necessari almeno nove mesi per riprendere il lavoro presso la struttura.

Oggi i servizi di sicurezza iraniani hanno annunciato di aver identificato una persona molto probabilmente coinvolta nell'attacco a Natanz, allo stesso tempo si dice che sia ancora latitante.

Tel Aviv raramente commenta le operazioni dei suoi servizi segreti all'estero ed i funzionari non hanno commentato l'incidente di Natanz in alcun modo.

Allo stesso tempo Teheran ha accusato lo Stato ebraico di essere coinvolto, con il ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif che ha avvertito che l'Iran "si sarebbe vendicato... dei sionisti" a suo piacimento, accusando inoltre Tel Aviv di tentare di sabotare i colloqui sull'accordo nucleare.

La scorsa settimana il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che il suo Paese non sarebbe stato vincolato da alcun possibile rilancio dell'accordo nucleare, avvertendo gli "amici più stretti" di Israele in America che "un accordo con l'Iran che ci minaccia di annientamento non ci impegnerà".

L'incidente di Natanz arriva durante i colloqui sul nucleare in corso a Vienna tra Teheran e le restanti parti del piano d'azione globale congiunto, tra cui Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna, Germania e Unione Europea.

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Nucleare, Israele, Iran
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