10:52 18 Maggio 2021
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Papa Francesco conia il termine 'misericordiati' e parla di un comunismo che è in realtà cristianesimo di chi mette in comune le sue proprietà e sostanze.

I discepoli che mettevano in comune le proprietà, le sostanze e quanto possedevano, “non è comunismo, è cristianesimo allo stato puro. Ed è tanto più sorprendente se pensiamo che quegli stessi discepoli poco prima avevano litigato su premi e onori, su chi fosse il più grande tra di loro”. Così papa Francesco durante l’omelia domenicale dalla chiesa di Santo Spirito in Sassia, durante la memoria della Divina Misericordia.

E poi, coniando un nuovo termine, papa Francesco parla dei discepoli come uomini ‘misericordiati’ che hanno donato misericordia.

I discepoli da “misericordiati” si trasformano in misericordiosi, ma aggiunge che è difficile “essere misericordioso se uno non si accorge di essere misericordiato”.

Il Papa spiega che i discepoli ricevono tre doni che li rende “misericordiati”: pace, Spirito e piaghe.

“Il primo, la pace, li fa passare dalla paura e angoscia di essere arrestati e fare la stessa fine del Signore, da loro abbandonato e rinnegato, alla riappacificazione con loro stessi”.

Il messaggio diretto ai cattolici credenti

Il Papa si rivolge a quei cattolici che si dicono credenti, a questi suggerisce di domandarsi:

“Io, che tante volte ho ricevuto la pace di Dio, che tante volte ho ricevuto il suo perdono e la sua misericordia, sono misericordioso con gli altri? Io, che tante volte mi sono nutrito del Corpo di Gesù, faccio qualcosa per sfamare chi è povero?. Non rimaniamo indifferenti. Non viviamo una fede a metà, che riceve ma non dà, che accoglie il dono ma non si fa dono.”

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