20:40 07 Maggio 2021
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Oggi, venerdì 9 aprile, è morto il principe Filippo Mountbatten, duca di Edimburgo, Conte di Merioneth, Barone Greenwich, ex Principe di Grecia e Danimarca, per oltre 70 anni il silenzioso e discreto consorte della Regina. Ma chi era, da dove veniva, come si inserisce la sua figura nel complesso quadro della famiglia reale?

I titoli di duca di Edimburgo, Conte di Merioneth, Barone Greenwich, li ottenne con il matrimonio, in origine il suo vero cognome non era neppure Mountbatten, che è una inglesizzazione di Battenberg, il cognome della madre, Vittoria Alice principessa di Battenberg, Grecia e Danimarca.

L’adozione del cognome Mountbatten avvenne perché quando Filippo si trasferì per la prima volta nel Regno Unito, dalla Germania, era già il 1939 e, per ovvi motivi, un cognome tedesco non poteva essere molto popolare.

In effetti, se la seconda parte della vita di Filippo è stata molto lunga ma vi è poco da raccontare, la prima parte, quella antecedente il matrimonio con la Regina Elisabetta, è stata sì molto più breve, ma anche molto più movimentata, per lo meno dal punto di vista biografico.

Classe 1921 e sangue Romanov

Nato a Corfù il 10 giugno, 1921, presto avrebbe quindi compiuto 100 anni, Filippo era il quinto figlio e unico maschio del Principe Andrea di Grecia e della Principessa Alice di Battenberg. Andrea di Grecia, a sua volta, era il settimo figlio e quarto maschio di Re Giorgio I di Grecia e Olga Kostantinovna Romanova di Russia, nipote da parte di padre, dello Zar Nicola I.

Non si può quindi certo dire che prima di Elisabetta fosse poco avvezzo alle case reali, anzi il suo titolo originario era Principe di Grecia e Danimarca.

Ma perché Principe di Grecia e Danimarca?

La dinastia Reale Greca, quella di cui faceva parte Filippo, era la Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg, che derivava dalla Casa Reale a sua volta di Danimarca. Per capire il collegamento è necessaria una breve parentesi storica.

Tutto ha inizio con la guerra di Crimea del 1853-1856. Al fine di impedire alla Grecia di schierarsi a fianco dell’Impero Russo, Regno Unito e Secondo Impero francese, occuparono militarmente il porto del Pireo e costrinsero l’allora Re Ottone di Grecia, della dinastia dei Wittelsbach, ad abbandonare il Paese.

La corona venne offerta ad un principe politicamente affine all'Inghilterra, Guglielmo di Danimarca, la cui sorella aveva sposato l’erede al trono Edoardo, principe di Galles.

Guglielmo di Danimarca assunse appunto il nome di Giorgio I, il nonno di Filippo.

I discendenti di quella casata, dal 1863, anno dell’incoronazione, al 1973, governarono la Grecia e Filippo ebbe riconosciuto il titolo di Principe di Grecia e di Danimarca.

La cugina di terzo grado

Come detto Filippo era nipote di Giorgio I, che era divenuto Re di Grecia anche grazie al fatto che la sorella, Alessandra di Danimarca, si era sposata con Edoardo VII Re del Regno Unito.

Ma Edoardo VII fu anche il padre di Giorgio V, che fu padre di Giorgio VI che fu padre di Elisabetta II.

Questo significa che Filippo ed Elisabetta erano consanguinei - Cristiano IX di Danimarca fu infatti il padre sia di Giorgio I, dal quale discende Filippo, che di Alessandara di Danimarca, dalla quale discende Elisabetta.

Non solo, Filippo non era legato a Elisabetta solo per linea paterna, ma anche per linea materna.

La madre di Filippo, infatti, Alice di Battenberg, era la figlia di Vittoria d’Assia-Darmstadt, figlia a sua volta di Alice di Sassonia Coburgo-Gotha e sorella di Edoardo VII.

© AP Photo
Il principe Filippo incontra i Beatles, 1964

In punta di piedi

Si dice che all’inizio non fu facile per Filippo farsi accettare. Più che dalla casa reale pare che opinione pubblica e questioni di opportunità politica non fossero molto favorevoli.

  • Secondo le cronache Elisabetta incontrò per la prima volta Filippo quando ancora si chiamava Principe Filippo di Grecia e Danimarca nel 1934, quando era una bambina e, stando a testi biografici come quelli di Jennie Bond, Gyles Brandreth o Robert Lacey, all’età di 13 anni, dopo un incontro presso la Royal Naval College di Dartmouth, Elisabetta disse già di esserne innamorata.
  • Iniziarono a scambiarsi lettere e ai 21 anni di Elisabetta, la maggiore età dell’epoca, si fidanzarono ufficialmente.
  • Non si può dire che la casa reale oppose alcuna resistenza, ma da parte della stampa e di alcuni consiglieri vennero posti seri dubbi sull’opportunità di una tale relazione.
  • Era un “principe senza una casa e senza un regno”, alcuni obiettarono, altri puntarono l’accento sul fatto che non fosse neppure anglicano ma piuttosto di fede ortodossa, dato che era nato in Grecia, altri ancora, soprattutto i media, sottolinearono il fatto che le sue sorelle fossero tutte sposate con aristocratici tedeschi legati giocoforza al nazismo in quegli anni. Al contrario la questione della consanguineità non sembrò destare particolari obiezioni.

Il matrimonio celebrato il 20 novembre 1947 nell’abbazia di Westminster pose fine alle critiche, anche perché prima di questo Filippo si convertì dal Cristianesimo ortodosso all'Anglicanesimo, acquisì la cittadinanza britannica, rinunciò a tutti i titoli precedenti, venne piuttosto nominato Duca di Edimburgo e gli fu conferito il titolo di ‘Sua Altezza Reale’.

In seguito proseguì in buon ordine la sua carriera militare sia in Marina che nell’aeronautica e la sua condotta, sempre un passo indietro, sempre discreto, ma non succube, capace sempre di adeguarsi, ma senza perdere di dignità e sapendo aspettare e cogliere i tempi giusti, lo hanno fatto apprezzare dal popolo che lo ha accettato senza mai severe critiche, anche quando con l’età le sue battute divenivano sempre più ‘opinabili’.

© AP Photo
La regina Elisabetta II e il principe Filippo durante il giorno delle loro nozze, 1947

Il consorte

Quando Filippo incontrò Elisabetta per la prima volta, questa non era ancora la prima in linea diretta di successione al trono. Re Giorgio V aveva 4 figli, tutti maschi, e il padre di Elisabetta, quello che poi divenne Giorgio VI era il secondo genito. Il primo era Edoardo, quello che per meno di un anno fu Re Edoardo VIII.

A quel tempo non era pensabile che Elisabetta diventasse di lì a poco regina.

Non era prevedibile che Edoardo, alla morte di Giorgio V, sarebbe stato in carica 326 giorni in tutto dal gennaio al dicembre dello stesso anno 1936 perché assolutamente insofferente alle etichette di corte e perché invaghito di una donna americana con già due ex mariti.

Non era neppure prevedibile che Giorgio VI, il padre di Elisabetta, morisse nel febbraio del ’52 a soli 56 anni per un tumore ai polmoni.

Ma all’incoronazione di Elisabetta, il 2 giugno 1953, fu proprio Filippo il primo a giurarle fedeltà inginocchiandosi durante la cerimonia pubblica, nonostante avesse avuto da ridire sul fatto che i suoi figli avrebbero dovuto portare avanti la casata della moglie, Winsor, e non la sua:

"Sono l'unico uomo in tutta la nazione che non può dare il suo nome ai propri figli”, disse, stando a quanto riportano tutte le principali biografie (Bradford, Brandreth, Lacey, Pimlott).
© Foto : Quirinale - Archivio
La Regina Elisabetta II e il Principe Filippo con Carlo Azeglio Ciampi e la moglie Franca Pilla nel 2000

Tuttavia nel 1960, dopo la morte della nonna di Elisabetta, Maria di Teck, e le dimissioni di Winston Churchill, i due più grandi oppositori delle istanze di Filippo, il cognome Mountbatten venne adottato in accostamento a quello dei Windsor per i discendenti non titolari di titoli reali.

La strategia di Filippo aveva ancora una volta funzionato – dì la tua ma senza frignare e stando al tuo posto. E aspetta.

Le battute e/o le gaffe

Filippo era uno di quegli uomini che, per ovvie ragioni anagrafiche, apparteneva al secolo scorso, anche se è morto in questo. Famose sono rimaste le sue battute che, ai suoi tempi sarebbero state definite ‘humor inglese’, ma che oggi, giornali e media di tutto il mondo hanno classificato come gaffe, in alcuni casi anche con l’etichetta ‘razzista’ o ‘sessista’.

Esempi pratici di battute che al suo tempo avrebbero fatto ridere, oggi vengono considerate gaffe:

  • 1986 – A degli studenti inglesi in Cina: “Se rimanete un altro po’ qui, vi verranno gli occhi a mandorla”.
  • 1955 - In Scozia parlando a un istruttore di guida: “Come fai a tenere la gente del posto lontana dall’alcol abbastanza a lungo da riuscire a fargli superare il test?".
  • 1998 - Ad uno studente appena tornato da un viaggio in Papua Nuova Guinea: “Quindi sei riuscito a non farti mangiare…”
  • 2012(All’età di 91 anni) -  Ad un’assistente sociale 25 enne che indossava un abito con una zip che partiva dal collo e si addentrava ‘molto in profondità’: “Mi arresterebbero se tirassi giù quella zip”.
  • Lo stesso anno incontrando un gruppo di disabili, rivolgendosi ad un ragazzo che manovrava con fin troppa maestria la propria carrozzina elettrica: “Quante persone hai già investito con quella cosa stamattina?”
  • Nel 2013 in visita ad un ospedale britannico a un’infermiera di Manila: “Le Filippine devono essere mezze vuote se siete tutti qui a mandare avanti la nostra sanità nazionale”.

Altri tempi.

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