00:38 17 Aprile 2021
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Patrick Zaki sta male psicologicamente, ma si va verso una riconferma della detenzione cautelare. Ieri ai diplomatici non è stato ammesso di entrare in aula, nonostante fossero stati autorizzati.

Il legale di Patrick Zaki dice che il giovane universitario in carcere da 14 mesi è psicologicamente provato, il suo stato psicologico è pessimo ha detto Hoda Nasrallah, avvocato che segue Zaki, parlando all’Ansa.

Ieri, intanto, si è tenuta una nuova udienza sull’istanza di scarcerazione di Patrick Zaki, ma l’esito questa volta non è stato reso immediatamente noto.

Da registrare anche il particolare molto rilevante dell’impedimento al personale diplomatico straniero di partecipare all’udienza in tribunale, nonostante avessero ricevuto l’autorizzazione del giudice, riporta l’Ansa.

Così i rappresentanti diplomatici di Italia, Canada, Francia e Stati Uniti, ieri sono rimasti fuori dall’aula di tribunale dove si è svolta l’udienza.

L’avvocato di Patrick Zaki è pessimista su una sua eventuale scarcerazione, lei è consapevole che la detenzione cautelativa è prevista per 2 anni in Egitto e dopo i rinnovi quindicinali si è passati ai rinnovi ogni 45 giorni.

Il cambio di strategia

Ora il cambio di strategia punta sul rinnovo del collegio giudicante. Alla difesa di Patrick Zaki non resta che la carta della sostituzione dei giudici che si occupano del suo fascicolo, e una risposta in merito è attesa tra martedì 6 e mercoledì 7 aprile, ha fatto sapere l’avvocato all’Ansa.

Amnesty International chiede intervento Italia

Amnesty International Italia chiede che l’Italia si impegni sul piano diplomatico per sbloccare la situazione che considerano “veramente urgente”.

“Va bene aspettare l’esito dell’udienza però qui siamo di fronte a una situazione su cui è necessario fare il massimo e farlo presto”.
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