20:05 22 Aprile 2021
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Michael Volgon, 92 anni, sopravvissuto all'Olocausto e deceduto domenica per emorragia celebrale, è divenuto il donatore di organi più anziano di Israele, salvando la vita di tre persone. Non si tratta tuttavia del record mondiale – in Italia e Scozia sono stati registrati casi di donatori ancora più anziani.

Secondo quanto riferito dal Rambam Medical Center di Haifa, e pubblicato sul The Jerusalem Post, il signor Vologon avrebbe salvato la vita a tre pazienti, due di 74 anni, che hanno ricevuto ciascuno uno dei suoi reni, e una donna di 75 che ha ricevuto il suo fegato.

"Con l'aumento della consapevolezza di un'alimentazione sana e dell'esercizio fisico, l'età biologica delle persone è divenuta più giovane della loro età cronologica, il che ci ha permesso di aumentare l'età dei donatori di organi, a seconda dell'organo". Ha detto il dott. Tamar Ashkenazi, capo del centro nazionale dei trapianti.

Volgon è nato nell'aprile del 1929 ed è stato l'unico membro sopravvissuto della sua famiglia all'olocausto, grazie al padre che riuscì a farlo passare da un buco nel recinto spinato e farlo scappare nel bosco, dove venne salvato da una famiglia ucraina, secondo quanto raccontato dal nipote.

Ha vissuto in Ucraina dopo la guerra dove ha lavorato come veterinario e ha incontrato sua moglie con la quale si è poi trasferito in Israele.

Negli ultimi 10 anni della sua vita era vissuto ad Acri, città portuale al nord non lontana dal confine con il libano.

Non è il record assoluto

Pur essendo il caso del signor Vologon un record per Israele, non lo è in senso assoluto mondiale. Tra i trapianti più eclatanti in quanto a longevità, va infatti ricordato il caso di un paziente italiano di 60 anni che nel maggio del 2019 ha ricevuto il fegato di un uomo di ben 97 anni all’ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze.

Il mese prima un uomo di 65 anni aveva ricevuto il fegato di un 93enne deceduto per emorragia cerebrale.

Nel luglio del 2016 addirittura erano state prelevate le cornee da una donatrice scozzese di 107 anni per ridare la vista ad una paziente molto più giovane.

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