10:11 14 Aprile 2021
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Appello delle autorità norvegesi ai migranti del paese di fermare i viaggi nei paesi d'origine, a fronte del crescente numero di casi di coronavirus importati.

Le autorità norvegesi si sono viste costrette a richiamare i migranti della Norvegia e chiedere loro di fermare i viaggi verso i paesi d'origine, come ha spiegato il giornale Berlingske.

Questa richiesta delle autorità arriva inseguito a un registrato incremento del numero di infezioni da coronavirus nel paese.

Si è riscontrato, infatti, che i migranti in rientro dall'estero hanno un tasso di contagio di 2.5 volte superiore rispetto alle persone di etnia norvegese, e i numeri sono in aumento con l'inizio di una terza ondata nel paese.

Le autorità norvegesi si sono unite con medici pakistani per lanciare una campagna di sensibilizzazione sui social media, invitando i migranti e i cittadini con radici straniere a evitare di passare le vacanze al di fuori della Norvegia, specialmente nei paesi ad alto rischio di contagio.

In Norvegia, infatti, una delle diaspore maggiori è quella dei pakistani, che spesso viaggiano per visitare i famigliari nel paese, che al momento conta un tasso d'infezione da Covid superiore alla Norvegia. Tra le altre destinazioni, oltre al Pakistan, anche Somalia, Iraq, Iran e Afghanistan.

Inoltre, l'80% dei migranti testati positivi trasporta una delle nuove e preoccupanti varianti di virus.

"Per il bene di tutto il mondo: evitate viaggi inutili", ha detto il medico di origine pakistana Usman Mushtaq in un video postato da funzionari sanitari norvegesi.

Ad oggi, la Norvegia conta 96.700 casi di Covid-19 e oltre a oltre 670 morti. Circa il 18% dei 5,4 milioni di abitanti norvegesi ha un radici immigrati, compresi anche coloro nati all'estero.

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