00:00 11 Aprile 2021
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Nell'omelia della veglia pasquale Papa Francesco ha fatto diversi parallelismi tra la resurrezione di Cristo e quella dell'umanità al termine della pandemia.

"Ecco il primo annuncio di Pasqua che vorrei consegnarvi: è possibile ricominciare sempre, perché sempre c’è una vita nuova che Dio è capace di far ripartire in noi al di là di tutti i nostri fallimenti", ha così cominciato il successore di Pietro.

Il Papa ha invitato i fedeli a rinascere dopo la pandemia, poiché "anche dai frammenti rovinosi della nostra umanità Dio prepara una storia nuova".

"Egli ci precede sempre: nella croce della sofferenza, della desolazione e della morte, così come nella gloria di una vita che risorge, di una storia che cambia, di una speranza che rinasce. E in questi mesi bui di pandemia sentiamo il Signore risorto che ci invita a ricominciare, a non perdere mai la speranza", ha detto con grande forza evocativa. 

Ulteriori i riferimenti fatti ai concetti di resurrezione e rinascita in relazione alla fuoriuscita dall'attuale pandemia.  

Un toccante parallelismo è stato fatto chiamando in causa i luoghi di sofferenza delle persone più fragili, ricordando che "Gesù ha iniziato da lì la sua missione, rivolgendo l’annuncio a chi porta avanti con fatica la vita quotidiana - agli esclusi, ai fragili, ai poveri - per essere volto e presenza di Dio, che va a cercare senza stancarsi chi è scoraggiato o perduto, che si muove fino ai confini dell’esistenza perché ai suoi occhi nessuno è ultimo, nessuno escluso".

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