03:06 15 Aprile 2021
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L'amministrazione americana ha bloccato per il momento le procedure di ridistribuzione dei contingenti americani stanziati all'estero.

Il leader del partito politico iracheno e gruppo militante Asa'ib Ahl al-Haq (Lega dei Giusti), Qais Khazali, ha avvertito le forze statunitensi dispiegate in Iraq che gli attacchi contro di loro da parte del gruppo paramilitare continueranno fino a quando non si ritireranno dal suolo del paese.

"Non c'è spazio per le basi militari americane, né ad al-Assad né ad al-Harir. Questa è la decisione e la promessa degli uomini della resistenza", ha detto Khazali nella giornata di ieri.

La dichiarazione del leader di Asa'ib Ahl al-Haq arriva mentre le restanti forze americane in Iraq continuano ad affrontare regolari attacchi aerei effettuati da gruppi militanti locali che chiedono la loro partenza, come quello avvenuto lo scorso 29 marzo.

Alcuni di questi raid hanno provocato feriti e persino morti anche tra i militari americani. Washington afferma che questi attacchi sono effettuati da gruppi presumibilmente sostenuti dall'Iran.

Gli Stati Uniti finora non hanno ancora annunciato il completo ritiro delle loro forze, con l'attuale presidente Joe Biden che ha ordinato una revisione completa dei contingenti americani dispiegati all'estero e delle modifiche ai loro volumi apportate sotto l'amministrazione Trump. Tutte le ridistribuzioni e ritiri delle forze statunitensi sono state interrotte per la durata della revisione.

A U.S. Army soldier assigned to White Platoon, 1st Battalion, 30th Infantry Regiment, 2nd Brigade Combat Team, 3rd Infantry Division drinks water during a patrol in Rizgari, Iraq, on July 5, 2010
© Foto : Petty Officer 1st Class Dave Hites, U.S. Navy

Più di un anno fa il parlamento iracheno ha approvato una mozione non vincolante che chiede l'espulsione completa di tutte le truppe straniere dispiegate nel paese. La mozione è stata approvata con poca opposizione a seguito dell'attacco aereo statunitense all'aeroporto internazionale di Baghdad il 2 gennaio che ha ucciso il comandante iraniano Qasem Soleimani, che era in missione diplomatica segreta nel paese.

L'attacco, che non era stato coordinato con Baghdad, ha ucciso anche diversi membri di spicco delle Forze di mobilitazione popolari, un gruppo di milizie irachene che ha combattuto i terroristi dell'Isis* ed è stato infine incorporato nelle forze di sicurezza del paese.

*L'Isis è un'organizzazione terroristica vietata in Russia

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