16:27 10 Aprile 2021
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A destare particolare preoccupazione sono i dati, che vedrebbero ad oggi meno di un cittadino europeo su venti vaccinato.

La lentezza con la quale stanno procedendo in Europa le vaccinazioni anti-Covid è "inaccettabile", e i ritardi accumulati rischiano di prolungare la durata dell'emergenza sanitaria a tempo indefinito. Ad affermarlo, in un comunicato ufficiale, è l'Organizzazione Mondiale della Sanità:

"I vaccini rappresentano la nostra migliore via d'uscita da questa pandemia. Non solo funzionano, ma sono anche molto efficaci nel prevenire le infezioni. Tuttavia, il lancio di questi vaccini è inaccettabilmente lento.", è stato l'allarme lanciato da Hans Kluge, direttore dell'Oms per il continente europeo.

Il dato più preoccupante è senz'altro quello della percentuale delle persone totalmente vaccinate, che si ferma appena al 4%, mentre si sale al 10% considerando coloro che hanno ricevuto almeno una dose.

Unico Paese a fare eccezione risulta essere il Regno Unito, dove oltre la metà della popolazione è stata vaccinata, e per il quale si stima che oltre 6.000 vite siano state salvate dai vaccini da dicembre 2020.

Contagi in aumento

Nel proprio rapporto l'organizzazione ha quindi sottolineato che nel corso dell'ultima settimana i contagi hanno cominciato nuovamente a correre, con 1,6 milioni di infezioni e circa 24.000 morti nel solo Vecchio Continente; dei numeri, questi, che continuano a mantenere l'Europa al secondo posto tra i continenti più colpiti dalla pandemia.

"Solo 5 settimane fa, il numero settimanale di nuovi casi in Europa era sceso a meno di 1 milione, ma ora la situazione della Regione è più preoccupante di quanto non si sia visto in diversi mesi", ha dichiarato Dorit Nitzan, Direttore regionale OMS per l'Emergenza in Europa.

L'edificio OMS a Ginevra
© Sputnik . Aleksey Vitvitsky
L'edificio OMS a Ginevra

Covid nel mondo

Finora, stando ai dati presentati dalla Johns Hopkins University, i contagi di coronavirus nel mondo sono circa 130 milioni, a fronte di 73 milioni di guariti e 2,81 milioni di vittime.

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