23:55 10 Aprile 2021
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L'indagine dell'ONU ribalta il rapporto iniziale dell'aviazione francese, secondo cui nel raid non era stato ucciso nessun civile.

Da un'indagine delle Nazioni Unite è emerso che a seguito di un bombardamento delle forze aeree francesi sul territorio del Mali a inizio di gennaio sono morti 19 civili e non solo i militanti di un gruppo terroristico, come dichiarato in precedenza da Parigi.

Lo riporta l'agenzia AFP, citando un rapporto dell'organizzazione.

L'attacco è stato eseguito nella notte tra il 3 e il 4 di gennaio nel villaggio di Bounti, nei pressi del comune di Douentza. Il giornale locale A Bamako ha riferito che sono stati colpiti i partecipanti ad una cerimonia nuziale, con decine di morti.

Il giornale ha ipotizzato che i piloti avessero commesso un errore mentre il ministero degli Interni del Mali e i militari francesi hanno negato la presenza di morti tra i civili.

La sezione per i diritti umani della Missione delle Nazioni Unite in Mali (MINUSMA) insieme ai criminalisti dell'ONU ha condotto l'indagine sul caso.

© AP Photo / Benoit Tessier
Un elicottero NH 90 Caiman in un'operazione anti-terrorismo nel Mali

Gli inquirenti affermano che il bombardamento ha interessato un matrimonio che aveva riunito circa 100 residenti locali, tra i quali erano presenti cinque militanti armati del gruppo Katiba Serma, affiliato alla rete terroristica internazionale al-Qaeda.

A quanto si apprende dai risultati dell'indagine, sono stati eliminati solo tre membri di Katiba Serma mentre i civili uccisi nell'attacco sono stati 19.

MINUSMA ha suggerito alle autorità di Francia e Mali di condurre un'indagine indipendente per stabilire gli individui responsabili per l'incidente e nel caso di necessità, pagare un risarcimento ai famigliari di vittime e feriti.

Il colpo di stato nel 2020

18 agosto 2020 si è verificata una rivolta in una base militare nei pressi della capitale del Mali, Bamako. Gli insorti hanno dichiarato di aver arrestato il presidente maliano Ibrahim Boubacar Keita e il primo ministro del Paese Soumeylou Boubeye Maiga. In seguito il presidente ha annunciato le proprie dimissioni e lo scioglimento del parlamento e del governo.

12 settembre dopo le trattative con i leader politici e rappresentanti della società civile i militari del Mali hanno stabilito "la legge fondamentale e la road map per il periodo di transizione" nel Paese. Le parti hanno deciso che tale periodo sarebbe durato 18 mesi. L'ex ministro della Difesa Ba N'Daou è stato nominato il presidente ad interim. Moctar Ouane, ex ministro degli Esteri, è stato nominato il primo ministro del governo di transizione.

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