19:36 22 Aprile 2021
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Un particolare senso di vergogna scaturito dalla contrazione del coronavirus starebbe rallentando le operazioni per combattere l'epidemia, in quanto molte persone, sentendosi "stigmatizzate", non comunicano il proprio stato di salute in caso di positività.

Gli scienziati hanno scoperto che la comparsa di un senso di vergogna causato dell'infezione da coronavirus allunga i tempi per combattere la pandemia, come ha riportato il Mail Online.

I ricercatori inglesi dell'Università del Kent e dell'Università Leeds Beckett hanno stabilito un legame tra il senso di vergogna dopo aver contratto il coronavirus e l'ignorare i principi di distanziamento sociale.

Si è osservato anche che le persone contagiate, sentendosi "stigmatizzate" a causa della malattia, avevano molte meno probabilità di segnalare la loro condizione alle autorità appropriate, o addirittura non l'avevano menzionato nemmeno ai loro cari.

Inoltre, gli esperti hanno scoperto che la mancanza di fiducia nel governo è un altro fattore che influenza la possibilità che le persone riferiscano o meno ad altri di aver contratto la malattia.

In particolare, è stato riscontrato che i sudcoreani e gli italiani sono più ligi nell'aderire alle normative per la lotta contro il coronavirus, mentre gli americani hanno maggiori probabilità di ignorare le misure di isolamento.

In tutto il mondo, secondo gli ultimi dati dell'OMS, si registrano ormai 127 milioni di casi di infezione da coronavirus.

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