00:21 17 Aprile 2021
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Proseguono le proteste in Myanmar nonostante il rischio di poter essere uccisi dalle pallottole. I manifestanti non demordono, ma il bilancio dei morti è pesante anche oggi.

Almeno 91 persone sarebbero state uccise sabato 27 marzo in Myanmar, durante le proteste in corso contro il governo militare. Lo riferiscono alcuni media.

Secondo il Myanmar Now, alle 16:30 ora locale (10:00 GMT), il bilancio delle vittime è di 91 persone uccise.

Vittime sono segnalate nelle città di Yangon, Bago, Mandalay e nelle regioni circostanti.

L'agenzia di stampa sottolinea che la repressione è in corso mentre l'esercito celebra la Giornata delle forze armate.

Alla vigilia delle proteste, il canale MRTV controllato dai militari aveva avvertito che i partecipanti ad atti di violenza e disordini "sarebbero potuti essere accidentalmente colpiti alla testa o alla schiena". A differenza di altri media, il canale statale ha ripetutamente riferito che ci sono persone armate tra i manifestanti che sparano ai soldati e alla polizia, provocando le forze di sicurezza a rispondere al fuoco.

Secondo l'Associazione di assistenza thailandese per i prigionieri politici del Myanmar, oltre 300 persone sono state uccise nelle proteste da inizio febbraio, quando l'esercito ha preso il potere sottraendolo al governo civile di Aung San Suu Kyi rieletta in recenti elezioni nazionali.

Questa mattina era stata data notizia di colpi d'arma da fuoco presso il Centro culturale degli Stati Uniti a Yagon.

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Birmania, Myanmar
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