02:51 20 Aprile 2021
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In precedenza, il Regno Unito ha imposto una serie di sanzioni su Pechino in seguito alle accuse della violazione dei diritti umani nello Xinjiang. Tale mossa è stata criticata dalla Cina come "basata soltanto su menzogne e disinformazione".

Il Ministro degli affari esteri cinese ha annunciato giovedì scorso che verranno imposte delle sanzioni su diversi individui e entità inglesi, a seguito delle accuse di violazione dei diritti umani nella regione dello Xinjiang.

Pechino ha sanzionato 9 persone,Tom Tugendhat, Iain Duncan Smith, Neil O'Brien, David Alton, Tim Loughton, Nusrat Ghani, Helena Kennedy, Geoffrey Nice and Joanne Nicola Smith Finley.

Le quattro entità soggette alle sanzioni di Pechino sono state il China Research Group, la Commissione del Partito conservatore dei diritti umani, il Tribunale Uiguro e le Camere della Corte di Essex.

"Da questo momento, i soggetti coinvolti e i loro famigliari hanno il divieto di ingresso sul territorio cinese, compresi Hong Kong e Macao. Le loro proprietà in Cina verranno bloccate, e i cittadini e le istituzioni cinesi non saranno autorizzati a condurre affari con loro. La Cina si riserva il diritto di prendere ulteriori provvedimenti", ha dichiarato il ministro degli esteri.

In precedenza, il Regno Unito ha sanzionato il governo cinese del Presidente Xi Jinping sulla base delle accuse della violazione dei diritti umani nello Xinjiang. Stando a Pechino, le accuse sono basate "soltanto su disinformazione e menzogne". Dopo l'imposizione delle sanzioni sul governo di Pechino da parte di Londra, l'Ambascaitore inglese in Cina è stato convocato dal Viceministro degli affari esteri Qin Gang, il quale ha condannato tale provvedimento e ha promesso "una legittima retribuzione ai torti inglesi".

La rappresentante del Ministero degli affari esteri cinese, Hua Chunying, riferendosi a quanto successo la settimana scorsa, ha detto che le accuse di violazione dei diritti umani sono "un pretesto per interferire negli affari interni cinesi e ostacolare lo sviluppo della Cina".

"Persone di tutti i gruppi etnici, inclusi gli Uiguri, usufruiscono di ogni diritto costituzionale e legale. Il fatto che i residenti appartenenti a diversi gruppi etnici possono beneficiare di stabilità, sicurezza, sviluppo e progresso, lo rende una delle storie di diritti umani di maggior successo", ha insistito.

Soldati cinesi in un'esercitazione nella base di Bayingol, situata nello Xinjiang
© REUTERS / China Stringer Network
La stessa settimana, gli Stati Uniti, il Regno Unito, il Canada, la Nuova Zelanda e l'Australia hanno con una dichiarazione congiunta denunciato la violazione dei diritti umani da parte della Cina nella provincia dello Xinjiang, appellandosi a Pechino di  terminare "gli atti di repressione" nella regione.

Lunedì, la Cina ha imposto delle contro-sanzioni a 10 europei, inclusi membri del Parlamento europeo, e 4 organizzazioni, in risposta alle sanzioni imposte in precedenza dal blocco.

"La Cina ha deciso di sanzionare 10 persone e 4 organizzazioni che hanno seriamente danneggiato la sovranità e gli interessi del paese, diffondendo menzogne e false informazioni con scopi malevoli", ha dichiarato Pechino.

Precedentemente, le nazioni occidentali hanno descritto la situazione nello Xinjiang come un "genocidio" del gruppo etnico uiguro, sostenendo in particolare che gli Uiguri venivano mandati in "campi di rieducazione", dichiarazioni che sono sempre state negate da Pechino.

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