00:40 17 Aprile 2021
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Dopo l'interruzione del vaccino Oxford la fiducia dei norvegesi nella campagna di vaccinazione è diminuita dell'11%. Nel frattempo nel Paese si diffonde sempre più la variante inglese.

Mentre in tutta Europa sono riprese le vaccinazione con il siero di AstraZeneca, alcuni Paesi scandinavi di mostrano titubanti e proseguono con le indagini sui possibili effetti gravi del vaccino. In Norvegia diversi esperti ritengono che sarà difficile riprendere la vaccinazione dopo lo stop. Nel Paese, dove sono morte 4 persone e una su 20.000 ha sviluppato presunte reazioni avverse, si continua a cercare un possibile legame fra questi episodi e l'inoculazione del vaccino Oxford. 

Frode Forland, direttore del controllo delle infezioni presso l'Istituto Norvegese di Sanità Pubblica, ha definito gli eventi "molto gravi", sottolineando che ci sarà un'indagine approfondita. Un recente studio dell' Università di Tromsø menzionato da Forland, indica un probabile legame tra la vaccinazione e i gravi effetti collaterali.

Tra questi ci sarebbero alcune forme molto rare di disturbi alla coagulazione e alla conta piastrinica, evento che potrebbe causare emorragie. 

"Guardiamo i singoli casi, ma anche a livello epidemiologico dove il beneficio per la popolazione viene soppesato rispetto ai possibili effetti collaterali", ha sottolineato Frode Forland in un'intervista al quotidiano svedese Dagens Nyheter. 

Il calo di fiducia tra i norvegesi

La combinazione tra sospensione dovuta a presunti effetti avversi e tagli nelle forniture dei vaccini si è rivelata fatale per la fiducia della popolazione nel vaccino di AstraZeneca. Lo scetticismo è stato rilevato sia tra la popolazione comune, che ha ridotto il proprio livello di fiducia dell'11%, sia tra la comunità medica. 

La presidente dell'Associazione per la Medicina Generale, Marte Kvittum Tangen, sostiene che sarà difficile riprendere l'uso del vaccino di AstraZeneca. Il suo utilizzo potrebbe causare una riduzione dell'affluenza nella campagna di vaccinazione. 

"Non c'è una resistenza generale ai vaccini, ma le persone dicono chiaramente che non vogliono il vaccino AstraZeneca. C'è grande incertezza e scetticismo", ha detto all'emittente nazionale NRK.

Presunti effetti gravi su soggetti non a rischio

La ricercatrice sui vaccini dell'Università di Oslo Gunnveig Grødeland ha detto chiaramente che è improbabile che il vaccino di AstraZeneca venga nuovamente utilizzato in Norvegia, adducendo validi motivi per astenersi.

"I soggetti che hanno riportato gli effetti collaterali del vaccino non appartengono a gruppi a rischio di contrarre sintomi gravi di COVID-19. Questo rende ancora più importante scoprire qual è la causa", ha detto a TV2.

La Grødeland ha aggiunto di non comprendere le ragioni dell'Ema di proseguire in Ue con la vaccinazione di AstraZeneca e suggerisce l'utilizzo di altri vaccini. 

La situazione in Norvegia 

La Norvegia è uno dei paesi meno colpiti dalla pandemia, con solo 85.000 casi e 649 decessi legati alla malattia. Nelle ultime cinque settimane, la diffusione dell'infezione è aumentata, con infezioni giornaliere che hanno superato 1.000 e hanno raggiunto il livello più alto fino ad oggi.

All'inizio di marzo, oltre il 70% di tutti i nuovi casi in Norvegia riguardava la variante britannica, che è stata descritta come più contagiosa e con un rischio di ricovero 2,6 volte maggiore. Il Public Heath Institute ha avvertito di una  maggiore diffusione dell'infezione , vista la predominanza della variante britannica.

Finora, oltre 505.000 norvegesi, ovvero il 9,4% della popolazione, hanno ricevuto la prima dose, mentre il 4,9% è stato completamente vaccinato.

 

 

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Coronavirus, vaccino, Norvegia
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