19:49 11 Aprile 2021
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Al centro dei colloqui con gli esponenti del nuovo governo di unità nazionale il rilancio della cooperazione economica bilaterale tra i due Paesi e l'immigrazione. Il capo della Farnesina: "Italia impegnata a sostenere il processo di pace e sicurezza in Libia”.

Si è parlato di cooperazione bilaterale, questioni di interesse comune ed immigrazione nel primo incontro tra il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio e il nuovo primo ministro libico Abdelhamid Dbeibah, che lunedì scorso è entrato ufficialmente in carica.

Le aspettative sul nuovo governo libico sono altissime dopo dieci anni di caos e conflittualità che ha letteralmente disgregato le istituzioni del Paese. Uno Stato cruciale per gli equilibri nel Mediterraneo e per la stabilità dell’area.

Non è un caso, quindi, che Di Maio sia il primo ministro degli Esteri europeo a volare a Tripoli per incontrare i nuovi rappresentanti delle istituzioni libiche, che avranno il compito non semplice di traghettare il popolo verso l’appuntamento con le urne del prossimo 24 dicembre.

Il capo della Farnesina ha incontrato anche il Presidente del Consiglio Presidenziale libico, Mohamed Yunis al Menfi, i vice Presidenti Mousa Al Koni e Abdullah Al-Lafi, e la ministra degli Esteri, Najla Al-Mangoush.

Con il nuovo premier, l’imprenditore 61enne Dbeibah, Di Maio, secondo l’agenzia AFP, ha discusso di “cooperazione e questioni di comune interesse". "In primo luogo quella dell’immigrazione”, visto che il Paese nordafricano rappresenta un importante punto di passaggio per migliaia di migranti che cercano di raggiungere clandestinamente le coste siciliane.

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“Italia e Libia – ha scritto il ministro su Instagram - sono accomunate da importanti interessi geo-strategici, oltre al tema dei flussi migratori, ho ribadito che per noi è fondamentale rilanciare la cooperazione economica tra i nostri Paesi”. “Inoltre – prosegue il post di Di Maio - ho confermato l’impegno dell’Italia a sostenere il processo di pace e sicurezza in Libia”.

"Un anno fa - ha poi aggiunto su Facebook - sarebbe stato impossibile immaginare un governo di unità nazionale in Libia con cui pianificare investimenti e il rilancio del Paese. Oggi sta accadendo e l’Italia, avendo sostenuto il percorso delle Nazioni Unite, può essere protagonista".

Lo scorso 10 marzo il nuovo governo libico di unità nazionale ha ottenuto a larghissima maggioranza, 132 voti favorevoli su 134, il voto di fiducia da parte della Camera dei rappresentanti di Tobruk. Tra i 26 ministri, di cui almeno il 30 per cento sono donne, non ci sono esponenti delle precedenti amministrazioni rivali. Il governo ad interim resterà in carica fino alle prossime elezioni politiche.

“La nascita di questo governo è un passaggio molto importante”, aveva detto a Sputnik Italia l’ambasciatore Armando Sanguini, consigliere scientifico dell’Ispi.

“Gli obiettivi che si pone – ha spiegato - sono ambiziosi: consolidare il cessate il fuoco, rafforzare le istituzioni e creare le condizioni perché il popolo libico possa tornare ad esprimersi liberamente alle urne”.

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