21:03 11 Aprile 2021
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L'annuncio del premier ungherese dopo l'ufficializzazione dell'uscita dal Ppe. Orban ha detto ai media locali di essere al lavoro per creare una nuova casa "aperta a tutti i cittadini che non vogliono migranti, multiculturalismo, che non sono dipendenti dalla mania Lgbt, che proteggono le tradizioni cristiane e rispettano la sovranità nazionale".

“Riorganizzare la destra in Europa” con Matteo Salvini, Giorgia Meloni e il premier polacco Mateusz Morawicek. È questa la nuova sfida politica di Viktor Orban, premier ungherese e leader del partito Fidesz, all’indomani dell’addio al gruppo del Ppe all’Europarlamento.  

L’uscita dal gruppo liberale è stata ufficializzata ieri con una lettera al segretario generale del Partito Popolare Europeo, Antonio Lopez-Isturiz. Ad annunciarlo via Twitter la ministra ungherese Katalin Novak. F

idesz “in verità, se n’è andato molti anni fa”, è stata la replica, sempre in un tweet, del presidente del Ppe, Donald Tusk.

Il primo ministro ungherese Viktor Orban. (foto d'archivio)
© REUTERS / Remo Casilli
Il primo ministro ungherese Viktor Orban. (foto d'archivio)

Il premier ungherese, però, già guarda al futuro. Un futuro da pianificare insieme ai leader della destra italiana e polacca, con i quali costruire un nuovo gruppo.

Sarà, ha spiegato all’emittente ungherese Kossuth Radio, "una casa aperta a tutti i cittadini che non vogliono migranti, multiculturalismo, che non sono dipendenti dalla mania Lgbt, che proteggono le tradizioni cristiane e rispettano la sovranità nazionale".

A questo punto la “normalizzazione” della Lega in Europa, prevista da molti commentatori dopo l’appoggio al governo Draghi, potrebbe essere ancora lontana.

E c’è anche chi si interroga su dove questa nuova forza politica potrebbe collocarsi, tra Conservatori e Riformisti e Identità e Democrazia. Giorgia Meloni, infatti, come sottolinea Repubblica, non sembra convinta a lasciare il gruppo che presiede. Insomma, una "casa" delle destre già c'è, sottolinea Fratelli d'Italia, e il partito non intende smontarla. 

A preferire la fondazione di una nuova formazione in Europa, è Matteo Salvini, ma resta il problema del Rassemblement National di Marine Le Pen e dell'AfD tedesca, che rimarrebbero tagliati fuori dal progetto perché considerati troppo radicali dal premier ungherese e dal partito dell'ex presidente polacco Jarosław  Kaczyński. 

"Io mi sto occupando molto più concretamente di vaccini e di rimborsi alle imprese italiane, di quello che accadrà in Europa ne parleremo più avanti", si è limitato a commentare il leader della Lega, citato dall'Ansa.
Matteo Salvini
© REUTERS / Remo Casilli
Matteo Salvini

Orban, dal canto suo, non ci pensa nemmeno a riavvicinarsi al Ppe: “È stata una cosa buona, è stato bello, ma bastava così, era giusto dire addio", ha commentato, citato dall’Adnkronos. Il partito, secondo il premier ungherese, sarebbe ormai distante dalla visione di Fidesz su tasse, migranti, e anche sulla gestione della pandemia.

Non si sono fatte attendere le reazioni della politica italiana. “L'annuncio di Orban di un nuovo partito politico nazionalista con i polacchi e con Salvini mi pare sia una questione politica, un nodo da affrontare. La nostra parte, quella dell'Italia, e non solo dei democratici, è l'Europa. Punto", ha scritto nel suo blog su Twitter il deputato del Pd Filippo Sensi.

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