22:56 11 Aprile 2021
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Qualora il vaccino russo anticovid dovesse essere approvato dall'Agenzia europea per i medicinali, tutte le persone alle quali esso è stato somministrato avranno il diritto di entrare e spostarsi liberamente per il territorio dell'UE.

Oggi la Commissione europea dovrebbe approvare la bozza di regolamento che prevede l'introduzione del certificato di vaccinazione UE.

Stando a quanto riportato da El Pais, il documento sarà rilasciato gratuitamente, con i dati che appariranno nella lingua ufficiale del Paese e in inglese, e sia in formato digitale che cartaceo dovranno avere un codice a barre che ne consenta la lettura.

Il documento consentirà di raccogliere tre tipi di certificati: quello di vaccinazione, il risultato di un tampone o il superamento del Covid-19.

Il progetto dovrebbe inoltre consentire l'ingresso sul territorio europeo a persone a cui è stato somministrato uno dei vaccini autorizzati dall'Agenzia europea per i medicinali (EMA), rendendo di fatto possibile l'accettazione bilaterale di altri vaccini, quali ad esempio lo Sputnik V russo o il vaccino cinese, oltre a facilitarne l'utilizzo.

La Commissione ha reso noto ritiene essenziale il proprio intervento per evitare che ciascuno dei 27 Stati membri sviluppi un proprio modello di certificazione, con il rischio che non vengano riconosciuti da un paese all'altro.

"In particolare, è necessario concordare gli standard tecnici che verranno utilizzati per garantire l'interoperabilità, la sicurezza e la possibilità di verificare i certificati", si legge in uno degli allegati che accompagnano il regolamento.

Il progetto di regolamento, redatto con eccezionale rapidità, ha coinvolto i servizi di Didier Reynders, Commissario europeo alla giustizia; Thierry Breton, Commissario per il mercato interno; Stella Kyriakides, Commissario per la Salute; e quelli dei vicepresidenti della Commissione, Vera Jourova e Margaritis Schinas.

Il vaccino americano Pfizer contro il Covid
© Sputnik . Vladimir Trefilov
Il vaccino americano Pfizer contro il Covid

Il testo della normativa

Il regolamento afferma chiaramente nel suo testo preliminare che il certificato "non dovrebbe essere una condizione per esercitare la libertà di circolazione", specificando che "questo regolamento non può essere interpretato nel senso di stabilire un obbligo o un diritto a essere vaccinati".

Viene inoltre specificato che le persone che non hanno potuto o non hanno voluto vaccinarsi devono godere della stessa libertà di movimento di quelle vaccinate, "fatte salve ove necessario test obbligatorio o quarantena / autoisolamento".

Il medico riceve il vaccino russo Sputnik V a San Marino
© Foto : Istituto per la Sicurezza Sociale di San Marino / Andrea Costa
Il certificato, però, sembrerebbe destinato a trasformarsi in futuro in un vero e proprio passaporto sanitario che consentirà alle persone vaccinate di spostarsi nell'UE senza la necessità di subire restrizioni. Il regolamento stabilisce che gli Stati membri devono rilasciare il certificato a tutte le persone vaccinate con uno qualsiasi degli antigeni autorizzati dall'Agenzia europea per i medicinali, che fino ad ora sono quelli di BioNTech / Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Janssen.

Il certificato verrà rilasciato anche per le persone inoculate con vaccini autorizzati a livello nazionale come il russo Sputnik V e il cinese Sinopharm in Ungheria o Slovacchia, oltre che per quelli accettati dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Nel testo viene tuttavia puntualizzato che i diritti di passaggio che ogni vaccino conferirà non saranno gli stessi: nel caso di quelli autorizzati dall'EMA, tutti gli Stati che riconoscono la loro somministrazione come sicura per la libera circolazione dei loro cittadini devono concedere lo stesso diritto ai cittadini di altri Stati membri vaccinati con uno dei quattro farmaci autorizzati dall'autorità europea .

I Paesi che consentono la libertà di movimento dopo la prima dose dei vaccini che ne necessitano due (tranne quello di Janssen) devono concedere la stessa libertà ai cittadini degli altri Stati membri che hanno ricevuto anche la prima delle due iniezioni.

D'altra parte, nel caso di vaccini autorizzati a livello nazionale, questo riconoscimento sarà facoltativo per ogni Paese membro. In altre parole, un cittadino ungherese vaccinato con il farmaco russo o cinese, come il primo ministro Viktor Orbán, potrà viaggiare senza restrizioni solo nei paesi dell'UE che riconoscono l'uso di questi vaccini (l'autorizzazione dello Sputnik V è già in corso da parte dell'EMA).

L'accordo per la produzione di Sputnik V in Italia e in Europa

La Camera di Commercio italo-russa la scorsa settimana ha riferito in un comunicato che il Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF) e la compagnia farmaceutica ADIENNE Pharma&Biotech hanno siglato un accordo per la produzione del vaccino Sputnik V in Italia a partire da luglio.

Nei giorni successivi la CCIR ha rilasciato una seconda nota alla stampa che puntualizza alcuni aspetti dell'accordo, rimarcando la totale apoliticità del progetto, con ADIENNE che ha invece precisato come sia ancora troppo presto per parlare del numero di dosi che saranno prodotte.

Due giorni fa poi il RDIF, ente promotore dello Sputnik V all'estero, ha annunciato di aver raggiunto accordi con aziende italiane, spagnole, francesi e tedesche per avviare la produzione congiunta del vaccino russo.

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