23:58 10 Aprile 2021
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L'ennesima accusa di ingerenza nelle elezioni americane è stata prontamente rispedita al mittente da Mosca.

L'amministrazione Biden si sta preparando a emettere un numero ancora indefinito di sanzioni contro la Russia da introdurre la prossima settimana in risposta al rapporto del NIC (National Intelligence Council) secondo cui Mosca avrebbe tentato di influenzare le elezioni statunitensi. Pur senza fornire qualsivoglia genere di prova di tale circostanza.

Citando tre funzionari non identificati del Dipartimento di Stato americano, la Cnn ha riferito che, oltre alla Russia, le imminenti sanzioni riguarderanno anche Cina e Iran.

Il rapporto del NIC affermava che sia la Cina che l'Iran facevano parte di un gruppo di nazioni che "hanno compiuto alcune azioni per tentare di influenzare le elezioni", osservando che Teheran aveva "condotto una campagna segreta su più fronti intesa a minare" gli sforzi di rielezione di Trump.

Joe Biden
© REUTERS / Jonathan Ernst
Joe Biden

Per quanto riguarda la Cina, i funzionari hanno concluso che la nazione presumibilmente" ha considerato, ma non ha effettuato azioni di influenza atte a modificare il risultato delle elezioni presidenziali statunitensi".

Gli investigatori hanno inoltre spiegato che la Cina "non considerava nessuno dei due risultati elettorali abbastanza vantaggiosi da far sì che la Cina potesse rischiare di essere sorpresa in un caso di ingerenza".

Piuttosto, la Cina ha utilizzato misure economiche e pressioni per modellare le sue politiche con Washington.

Il rapporto, che è stato inizialmente presentato a Trump e ai funzionari legislativi il 7 gennaio accusa il Cremlino e una "serie di organizzazioni governative russe" di aver effettuato operazioni che, tra le altre accuse, hanno sminuito la candidatura di Biden e "minato" la fiducia dell'opinione pubblica nel processo elettorale "

"A differenza del 2016, non abbiamo assistito a persistenti sforzi informatici russi per ottenere l'accesso alle infrastrutture elettorali", si afferma ancora nel rapporto dove si sottolinea che "un elemento chiave della strategia di Mosca in questo ciclo elettorale è stato il suo uso di proxy collegati all'intelligence russa per spingere narrazioni di influenza - comprese accuse fuorvianti o infondate contro il presidente Biden - alle organizzazioni dei media statunitensi, ai funzionari statunitensi e agli individui statunitensi di spicco, inclusi alcuni vicini a l'ex presidente Trump e la sua amministrazione ".

La risposta dell'ambasciata russa a Washington

Appresa la notizia relativa alla possibilità di introduzione di nuove sanzioni, l'ambasciata russa negli Stati Uniti ha definito infondate le accuse dei servizi segreti statunitensi contro Mosca di presunte ingerenze elettorali.

"Il documento preparato dalla dall'intelligence statunitense è l'ennesima serie di accuse infondate contro il nostro Paese di interferenze nei processi politici interni americani. Le conclusioni del rapporto sulla condotta da parte della Russia delle operazioni di influenza in America sono confermate unicamente dalla fiducia del servizi di intelligence nella loro correttezza Non è stato presentato alcun fatto o prova concreta di tali affermazioni", si legge in una nota della struttura diplomatica su Facebook.

Le accuse di ingerenza alla Russia

La Russia ha ripetutamente negato le accuse degli Stati Uniti di ingerenza elettorale come tentativi assurdi di demonizzare la Russia e distogliere l'attenzione da casi reali di frode e corruzione politica.

Accuse simili sono state fatte nell'ambito del cosiddetto Russiagate, la presunta cospirazione tra il presidente degli Stati Uniti Trump e funzionari russi, che ha portato a un'indagine di due anni sulle accuse.

Tuttavia, il rapporto finale sull'inchiesta redatto dall'ex consigliere speciale Robert Mueller ha sancito che non c'erano prove che si sia verificata una collusione tra Trump e la Russia durante la campagna presidenziale del 2016.

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