21:10 11 Aprile 2021
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Secondo la professoressa di psicologia dell'Università di Tromsø, Charlotte Reedtz, i cittadini norvegesi sono troppo obbedienti nell'accettare le rigide misure anti-coronavirus che hanno portato a un grande aumento dei problemi di salute mentale, nonché problemi sociali ed emotivi.

Charlotte Reedtz, professoressa di psicologia all'Università di Tromsø, ha dichiarato che le misure norvegesi contro la pandemia di coronavirus sono sproporzionate rispetto ai rischi che comporta l’infezionie e ha messo in guardia contro gli effetti negativi sul benessere psicologico della nazione.

La Reedtz studia la salute mentale di bambini e giovani ed è preoccupata per il declino della società.

"Il panorama politico è cambiato fino a diventare un concorso di obbedienza nazionale", ha detto Charlotte Reedtz all'emittente nazionale NRK. "Facciamo a gara a chi ha le misure più severe per l'intera popolazione e il più a lungo possibile. E tutto questo senza soppesare il costo e l'effetto delle misure che mettiamo in atto rispetto ai costi e le conseguenze".

Pur sottolineando che le misure di controllo delle infezioni di base dovrebbero essere prese sul serio e sottolineando che la Norvegia è tra i paesi con il minor numero di malati gravi e morti, Reedtz ha puntato l’accento sul fatto che ci sono anche effetti molto negativi da non sottovalutare.

Tra le altre cose, Reedtz ha fatto riferimento all'alto tasso di disoccupazione in Norvegia.

"Inoltre, abbiamo un grande aumento di problemi di salute mentale, problemi sociali ed emotivi, in un'ampia fascia di bambini e adolescenti. In molti modi, in realtà facciamo molto peggio con tutte queste misure", ha spiegato Reedtz.
© Sputnik
Oslo

La professoressa è particolarmente preoccupata per i bambini e i giovani.

"Non c'è dubbio che siano i bambini ei giovani a sopportare il peso maggiore delle misure di controllo. E ora ci sono molti studi che dimostrano che sia i problemi comportamentali, i problemi di concentrazione, la solitudine, la depressione e l'ansia, sono aumentati notevolmente", ha spiegato l’accademica.

Alla domanda se i giovani debbano smettere di essere così obbedienti e "ribellarsi un po'", la Reedtz ha risposto:

"Sì, penso che questo sia un ottimo momento per concentrarsi sugli effetti delle misure di controllo che vengono scelte. E penso che tutti, non solo giovani, siano fin troppo obbedienti”.

Le cifre della pandemia in Norvegia

Con più di 80.000 casi e 640 morti, la Norvegia è stata finora una delle nazioni nordiche meno colpite dalla pandemia. Tuttavia, il costo di queste cifre è stato pagato con misure restrittive piuttosto rigide.

Il Comune di Oslo ha recentemente introdotto il divieto di avere più di due visitatori nelle case private. Un tipo di limitazione alla libertà personale "molto invadente e seria", come l’ha definita il membro del consiglio della capitale Raymond Johansen.

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