05:22 16 Aprile 2021
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Le elezioni per il capo di stato del prossimo giugno, ha spiegato il capo della diplomazia iraniana, potrebbero porre l'Iran in una posizione di stallo per alcuni mesi.

Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha esortato gli Stati Uniti a fare rapidamente ritorno al rispetto dell'accordo sul nucleare iraniano, avvertendo che le elezioni presidenziali iraniane di giugno potrebbero impedire qualsiasi progresso nei colloqui bilaterali.

"Un governo 'zoppo' non potrà fare nulla di serio. E poi avremo un periodo di attesa di quasi sei mesi. Non avremo un governo prima di settembre ", ha detto Zarif durante una conferenza online con il Centro europeo di politica a Bruxelles, ha riferito The Times of Israel.

"Molte cose possono succedere da qui a settembre. Quindi, è consigliabile che gli Stati Uniti si muovano velocemente ", ha quindi aggiunto Zarif.

Joe Biden
© REUTERS / TOM BRENNER
Joe Biden

L'Iran ha ripetutamente affermato che gli Stati Uniti, che si sono ritirati dall'accordo sul nucleare, devono fare la prima mossa per fare ammenda degli errori commessi dall'ex presidente Trump senza porre alcuna condizione preliminare. 

"Siamo pronti a tornare subito dopo che gli Stati Uniti torneranno all'attuazione dell'accordo. È così semplice. Non vediamo alcun motivo per i colloqui; possiamo passare immediatamente all'implementazione e poi avere colloqui", ha osservato Zarif, sottolineando anche che" fino ad ora, questa amministrazione non ha fatto nulla di diverso dall'amministrazione Trump".

I negoziati tra Teheran e Washington 

A febbraio, l'amministrazione Biden ha espresso interesse a rilanciare l'accordo nucleare iraniano, ma ha affermato di voler vedere cambiamenti da Teheran prima di revocare le sanzioni economiche imposte al paese mediorientale dall'amministrazione Trump.

Tuttavia, l'Iran ha preteso la rimozione delle sanzioni come parte integrante dell'accordo per arrivare ad una concreta riapertura del tavolo dei negoziati.

In un briefing il mese scorso, il portavoce del Dipartimento di Stato americano Ned Price ha detto che gli Stati Uniti e l'Iran sono "molto lontani" da un ritorno all'accordo nucleare del 2015.

Price ha anche aggiunto che Biden è stato "molto chiaro" sul fatto che "se l'Iran tornasse a rispettare pienamente i suoi obblighi ai sensi dell'[accordo], gli Stati Uniti farebbero lo stesso, e quindi lo useremmo come piattaforma un accordo più lungo e più forte che affronti anche altre aree di preoccupazione".

Le tensioni per l'accordo sul nucleare del 2015

Nel 2018, gli Stati Uniti hanno abbandonato la loro posizione conciliante sull'Iran, ritirandosi dagli accordi sul nucleare di Vienna e attuando politiche intransigenti contro Teheran, spingendo l'Iran ad abbandonare in gran parte i suoi obblighi ai sensi dell'accordo.

A dicembre, l'Iran ha approvato una legge per aumentare l'arricchimento dell'uranio e interrompere le ispezioni delle Nazioni Unite sui suoi siti nucleari in risposta all'uccisione del noto fisico nucleare Mohsen Fakhrizadeh.

All'inizio di gennaio, l'organizzazione iraniana per l'energia atomica ha annunciato che il paese era riuscito ad arricchire l'uranio al 20% presso l'impianto di arricchimento del combustibile di Fordow.

L'Iran aveva anche minacciato di sospendere tutte le ispezioni dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica sugli impianti nucleari del paese entro il 23 febbraio se le sanzioni statunitensi non fossero state revocate entro quel momento.

Tuttavia, dopo i colloqui con l'organismo di vigilanza internazionale, Teheran ha accettato di prolungare le ispezioni, ma a titolo limitato.

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