09:40 17 Aprile 2021
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L'ex presidente ad interim Jeanin Añez è stata arrestata con l'accusa di terrorismo, sedizione e cospirazione nell'ambito del processo per il colpo di Stato in Bolivia.

Le autorità delle Nazioni Unite e dell'Unione Europea chiedono che il processo contro i funzionari del precedente governo ad interim, formato dall'opposizione in seguito alle dimissioni di Evo Morales, sia condotto in maniera trasparente. 

"In relazione alle recenti azioni legali contro ex funzionari governativi in ​​Bolivia, il Segretario generale (António Guterres) sottolinea l'importanza di garantire un giusto processo e la completa trasparenza di tutte le procedure", si legge in una dichiarazione del portavoce del capo dell'Onu, Stéphane Dujarric. 

A sua volta, il capo della diplomazia europea, Josep Borrell, ha dichiarato sul suo account Twitter che "le accuse per gli eventi del 2019 devono essere risolte nel quadro di una giustizia trasparente e senza pressioni politiche, nel rispetto dell'indipendenza dei poteri. Dialogo e riconciliazione sono cruciale".

​L'arresto della Añez

L'ex presidente ad interim della Bolivia è stata arrestata sabato 13 marzo per il suo coinvolgimento nel colpo di stato del novembre 2019, che ha portato alle dimissioni e all'esilio del presidente appena rieletto Evo Morales. Sulla Añez pendono le accuse di di terrorismo, sedizione e cospirazione.

A fine 2020 entrambe le camere del parlamento boliviano hanno votato a favore dell'incriminazione dell'ex presidente e di 11 membri del suo governo per la morte di 37 manifestanti che manifestavano contro la nuova giunta formata dall'opposizione, dopo la rinuncia di Morales dovuta alle pressioni dei militari e delle forze dell'ordine su parlamentari e esponenti del partito Mas. 

Tags:
Evo Morales, ONU, UE, Bolivia
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