19:59 22 Aprile 2021
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I migranti provenienti dal Guatemala erano stati uccisi in uno degli Stati di confine a nord: questo caso ha rinnovato il dramma del fenomeno migratorio dall'America Centrale verso gli Stati Uniti e dei rischi affrontati dagli stessi migranti nel loro viaggio della speranza.

I corpi dei migranti guatemaltechi, alcuni con ferite da arma da fuoco, ustioni e persino carbonizzati, sono stati ritrovati lo scorso gennaio lungo una rotta migratoria in una zona isolata dello Stato di Tamaulipas, nel comune di Camargo, riporta la Reuters.

Le bare avvolte con la bandiera guatemalteca sono giunte nella capitale del Guatemala. Sullo stesso aereo partito da Città del Messico si trovavano i parenti delle vittime coinvolti nel processo di identificazione.

"Voglio esprimere il mio più profondo rammarico e le mie condoglianze alle famiglie delle 16 vittime del massacro della Camargo", ha detto in aeroporto il presidente guatemalteco Alejandro Giammattei, promettendo sforzi massimi per assicurare i colpevoli del massacro alla giustizia.

Al momento non sono stati individuati i colpevoli, anche se gli investigatori avevano fatto sapere di sospettare almeno una decina di poliziotti.

Ricordiamo che ogni anno migliaia di persone dal Centro America e dal Messico fuggono dalla povertà e dalla violenza per cercare una vita migliore negli Stati Uniti e spesso nel loro viaggio della speranza perdono la vita in zone dove è radicata la malavita, in particolare le bande di narcos, in perenne lotta per il controllo del traffico di stupefacenti.

L'immigrazione dall'America Centrale e dal Messico è tornata in prima linea negli affari regionali da quando il nuovo presidente statunitense Joe Biden, dopo essersi insediato alla Casa Bianca, ha promesso di annullare le dure politiche anti-migratorie del suo predecessore Donald Trump.
Tags:
America Centrale, USA, Immigrazione, Guatemala, Messico
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