11:09 23 Aprile 2021
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Dalla fine del 2019 ad oggi, Israele avrebbe preso di mira almeno una dozzina di navi iraniane da carico dirette in Siria, la maggior parte delle quali trasportavano petrolio, secondo un rapporto di giovedì del Wall Street Journal che cita alti funzionari americani (anonimi). Sarebbero state usate anche mine d’acqua secondo le fonti.

Il rapporto del Wall Street Journal afferma che gli attacchi sarebbero stati giustificati da Tel Aviv con l’accusa a Teheran di utilizzare i profitti del petrolio per finanziare le sue attività in Medio Oriente (che Israele definisce “terroristiche”).

Dalla fine del 2019, Israele avrebbe utilizzato armi, comprese mine d'acqua, per colpire le navi iraniane o quelle che trasportavano carichi iraniani mentre navigavano verso la Siria nel Mar Rosso e in altre aree della regione. Teheran ha tuttavia continuato il suo commercio di petrolio con la Siria, spedendo milioni di barili e contravvenendo alle sanzioni statunitensi contro l'Iran e alle sanzioni internazionali contro la Siria.

Gli attacchi segnalati non hanno provocato l'affondamento delle navi, ma ne hanno costrette almeno due a rientrare in porto in Iran. Tali attacchi non erano stati precedentemente resi noti - funzionari iraniani avevano segnalato alcuni incidenti e affermato di sospettare il coinvolgimento di Israele ma senza approfondire per mancanza di prove.

All'inizio di marzo Tel Aviv aveva affermavano che Teheran avesse deliberatamente condotto "terrorismo ambientale" causando volontariamente una massiccia fuoriuscita di petrolio a febbraio da una nave libica, si ritiene la Emerald, che si dice trasportasse petrolio dall'Iran in Siria.

Lo stesso ministro della Difesa israeliano Benny Gantz si è detto tuttavia molto scettico sulle accuse e i rapporti dell’intelligence non hanno trovato prove.

Anche una nave di proprietà israeliana, d’altra parte, la MV Helios Ray, ha subito un'esplosione in rotta verso Singapore mentre navigava attraverso il Golfo di Oman. Israele ha puntato il dito contro l'Iran, sostenendo, tuttavia anche in questo caso senza prove, che la repubblica islamica fosse dietro l'esplosione. L’Iran ha negato le accuse.

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