02:16 17 Aprile 2021
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Con un momento di silenzio e preghiere, oggi il Giappone ricorda le circa 20.000 vittime del terremoto e dello tsunami che colpirono il Giappone 10 anni fa, distruggendo città e innescando il disastro nucleari di Fukushima.

L’11 marzo di dieci anni fa si verificò il terremoto del Tōhoku al largo della costa della regione di Tōhoku, nel Giappone settentrionale, alle ore 14:46 locali alla profondità di 30 chilometri con epicentro in mare. Un sisma di magnitudo 9,0, il più potente mai registrato in Giappone e il quarto a livello mondiale, dopo quello del Cile del 1960 (9,5), Alaska 1964 (9,2) e quello dell’Oceano Indiano del 2004 (9,1).

Il Giappone, che si trova all’incrocio tra più linee di faglia tra placche tettoniche, è da sempre zona altamente sismica e per questo adotta gli standard edili più alti al mondo per evitare i danni dei frequenti terremoti. Quell’11 marzo di dieci anni fa tuttavia nulla poté opporre al maremoto che venne generato dalla potente scossa.

Uno tsunami con onde alte oltre 10 metri raggiunse la velocità di 750 km/h e raggiunse gran parte dei paesi affacciati sull’Oceano Pacifico, dalla Russia all’Australia, Nuova Zelanda, Hawaii.

Le coste giapponesi più colpite furono quelle della prefettura di Iwate e nei pressi della città di Miyako l’onda più alta fece registrare l’altezza record di 40 metri.

Al disastro immediato si aggiunse poi quello che accadde a Fukushima.

Al momento del terremoto i reattori della centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi si spensero automaticamente, come da procedura attivata dal sistema di sicurezza, tuttavia il successivo tsunami che si abbatté sulla centrale alcune decine di minuti dopo, distrusse i gruppi di generazione diesel-elettrici di emergenza che alimentavano i sistemi di raffreddamento dei reattori 1, 2 e 3.

L’interruzione dei sistemi di raffreddamento portò alla perdita di controllo di tre reattori che finirono per fondere completamente il nocciolo.

Il disastro di Fukushima è considerato l'incidente nucleare più grave dopo quello di Chernobyl del 26 aprile 1986. Per la sola bonifica il produttore di energia nucleare TEPCO ha stimato che saranno necessari ulteriori 30, forse 40 anni. Il governo giapponese stima una spesa minima di 75,7 miliardi di dollari e costi indiretti complessivi che superano i 200 miliardi fino a previsioni più pessimistiche che arrivano a 600 miliardi di dollari.

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