11:06 14 Aprile 2021
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La posizione dell'isola, un grado sotto l'equatore, la rende ideale per i lanci poiché i razzi avrebbero bisogno di meno carburante per raggiungere l'orbita. Musk non è l'unico che ha messo gli occhi su Papua. Anche L'agenzia spaziale russa Roscosmos prevede di costruire un sito di lancio nella provincia indonesiana entro il 2024.

Non piace affatto il progetto di Elon Musk agli abitanti della piccola isola di Biak nella provincia indonesiana di Papua, nei pressi della costa nord-occidentale della grande isola di Nuova Guinea.

La società SpaceX di Musk sta lavorando al progetto Starlink che servirà a fornire Internet a banda larga ad alta velocità in tutto il mondo direttamente via satellite. Ha già lanciato più di mille satelliti nell'orbita terrestre bassa e prevede di completare il progetto entro il 2027, creando una costellazione di 12.000 mini satelliti in totale.

Per fare questo ha bisogno di molti lanci, considerato che ogni vettore può portare un carico utile di massimo 60 mini satelliti.

Lo scorso dicembre, il presidente dell’Indonesia, Joko Widodo, aveva offerto a Musk di utilizzare parte dell'isola di Biak come potenziale sito di lancio per SpaceX. La parte indonesiana dell’isola di Nuova Guinea, possiede per altro risorse naturali quali rame e nichel in abbondanti quantità. Questi metalli sono essenziali per l’industria spaziale e vengono anche utilizzati nella produzione di batterie per veicoli elettrici, altro potenziale ottimo affare per Musk che è anche Amministratore delegato di Tesla, importante produttore di veicoli elettrici.

Ma c’è un problema

I residenti di Biak non sono però affatto entusiasti di questi progetti, e temono sia la costruzione della rampa di lancio che l’estrazione.

"Questo spazioporto ci costerà i nostri terreni di caccia tradizionali, danneggiando la natura da cui dipende il nostro modo di vivere. Ma, se protestiamo, verremo immediatamente arrestati", ha detto Manfun Sroyer, un capo tribù dell'isola.

Musk aveva detto ai funzionari indonesiani a luglio che offrirà loro un "contratto gigantesco per un lungo periodo di tempo" se estrarranno il nichel in modo rispettoso dell'ambiente. Tuttavia, una coalizione di organizzazioni ambientaliste indonesiane ha avvertito che l'espansione dell'attività mineraria accelererà la deforestazione, metterà in pericolo la salute della popolazione locale e inquinerà un sito del patrimonio mondiale dell'UNESCO.

Anzi due

Un altro problema sono le complesse relazioni della provincia di Papua con l'Indonesia. Jakarta ha stabilito il controllo della provincia nel 1969 e da allora i residenti della provincia hanno intrapreso una campagna di indipendenza. Per Biak, la questione sembra essere particolarmente delicata perché è stato il luogo di un famoso fatto tragico nel 1998, noto come il ‘Massacro di Biak’.

1º luglio del 1998, anniversario della fallita dichiarazione d'indipendenza del Papua nel 1971, indigeni papua e membri del  ‘Movimento Papua Libera’ innalzarono bandiera tradizionale su una torre idrica e si accamparono nella zona per i successivi sei giorni. Alle 5 e 30 del mattino del 6 luglio la dimostrazione venne repressa nel sangue dall’Esercito indonesiano. Un numero imprecisato di dimostranti morì subito colpito dai proiettili, altri, si stima circa 200, vennero prima costretti sulle banchine del porto per alcuni giorni intanto che gli altri venivano catturati, poi imbarcati a forza e infine gettati in mare senza speranza di salvezza.

Per ovvi motivi qualsiasi iniziativa presa da Jakarta sull’isola viene quindi vista come un’imposizione da parte del governo centrale sulle ambizioni di autonomia locali.

Un portavoce del Governo ha invece sostenuto, in un’intervista al Guardian, si è detto di tutt’altro avviso:

"Il governo provinciale di Papua ritiene che la costruzione dello spazioporto di Biak renderà il distretto di un hub importante e porterà impatti economici positivi per il governo regionale e la comunità locale. Il parlamento indonesiano considera anche che la trasformazione di Biak in una ‘Space Island’, porterà un effetto moltiplicatore alla comunità circostante".

Parole che non sembrano tuttavia aver convinto la popolazione locale che teme di vedere nel cambiamento, solo le ricadute negative e alcuno dei vantaggi, che non a loro presumono già saranno riservati.

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