03:36 15 Aprile 2021
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Nei mesi scorsi i Paesi occidentali hanno fortemente criticato la legge sulla sicurezza nazionale approvata da Hong Kong lo scorso anno, affermando che la stessa reprimerebbe il dissenso nell'ex colonia britannica.

La leader di Hong Kong Carrie Lam ha dichiarato che il governo della città "accoglie pienamente" le riforme elettorali proposte dalla Cina. Lam ha detto di essere "felice" che le autorità cinesi abbiano esercitato i loro poteri costituzionali per aiutare "ad affrontare questo problema per Hong Kong".

"Ci sono scappatoie nei sistemi elettorali, ci sono anche falle nei sistemi di Hong Kong. Capisco perfettamente che questa non è una questione che può essere affrontata interamente dal governo", ha detto Lam ai giornalisti dopo essere tornata dal suo viaggio in Cina continentale.

La politica ha poi rifiutato di commentare le osservazioni fatte sulle imminenti riforme alle autorità centrali e ha affermato di non poter confermare se le elezioni parlamentari a Hong Kong, che sono state rinviate l'estate scorsa a causa di un aumento dei casi di contagio da coronavirus, saranno nuovamente rimandate a causa delle riforme elettorali.

Quali sono le riforme proposte?

I cambiamenti proposti dalla Cina aumenteranno il controllo del governo centrale su Hong Kong.

In particolare, la bozza consentirà al Congresso nazionale del popolo, che già sceglie il leader della città, di eleggere parte dei deputati di Hong Kong per garantire che la città sia governata da "patrioti".

Lam ha detto ai giornalisti che le riforme significheranno anche che molti pezzi della legislazione di Hong Kong necessiteranno di modifiche, senza tuttavia approfondire tale questione.

© AP Photo / Ng Han Guan
Le proteste a Hong Kong

Le proteste a Hong Kong e l'opposizione dell'Occidente

Negli scorsi mesi le autorità di Hong Kong hanno arrestato 100 persone, con 47 attivisti "pro-democrazia" ce sono stati accusati di cospirazione per commettere sovversione ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale adottata lo scorso anno.

La legislazione è stata criticata in Occidente, con paesi come Australia, Gran Bretagna, Canada e Stati Uniti che hanno espresso preoccupazione al riguardo dicendo che la legge reprimerà il dissenso.

Il ministro degli Esteri britannico Dominic Raab ha invitato il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite a confrontarsi con la Cina su presunte violazioni dei diritti umani a Hong Kong e nella provincia dello Xinjiang.

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