03:57 15 Aprile 2021
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Mosca ha ripetutamente definito infondate le accuse avanzate da Washington relative a presunti attacchi hacker eseguiti dalla Russia ai danni degli Stati Uniti.

L'amministrazione Biden ha intenzione di non restare ferma e imbastire una reazione contro il presunto tentativo di hackeraggio russo di agenzie e società governative americane scoperto alla fine del 2020.

A riferirlo è il New York Times, che ha citato fonti governative molto vicine all'amministrazione democratica.

"La prima mossa importante è prevista per le prossime tre settimane, con una serie di azioni clandestine attraverso le reti russe che dovrebbero essere evidenti al presidente Vladimir Putin e ai suoi servizi di intelligence e militari, ma non al resto del mondo", affermano le fonti.

A parte tali azioni, secondo il NYT, Washington starebbe valutando la possibilità di applicare sanzioni economiche alla Russia, che sarebbero combinate con un ordine esecutivo del presidente Joe Biden "per accelerare il rafforzamento delle reti del governo federale dopo l'hacking russo, che è rimasto celato per mesi fino a quando non è stato scoperto da una società di sicurezza informatica privata".

Le affermazioni arrivano dopo che il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Jake Sullivan ha dichiarato a CBS News alla fine di febbraio che la risposta della Casa Bianca alla violazione di SolarWinds dello scorso anno "includerà un mix di azioni visibili e invisibili".

Sullivan ha promesso che "ci vorranno settimane, non mesi" prima che gli Stati Uniti preparino misure di ritorsione contro Mosca, aggiungendo che Washington "farà in modo che la Russia capisca dove gli Stati Uniti tracciano il proprio confine su questo tipo di attività".

Il cyberattacco di SolarWinds e le accuse alla Russia

I funzionari americani affermano che gli hacker russi sono probabilmente dietro il massiccio attacco informatico che ha preso di mira numerose entità e società del governo federale degli Stati Uniti lo scorso anno.

Secondo quanto riferito, gli intrusi hanno utilizzato il software SolarWinds danneggiato per installare malware e altri programmi dannosi.

Mosca ha ripetutamente respinto le accuse di coinvolgimento nell'operazione di pirateria informatica di SolarWinds.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, da parte sua, ha sottolineato che "le accuse di coinvolgimento della Russia sono assolutamente infondate e sono una continuazione del tipo di russofobia cieca a cui si ricorre in seguito a qualsiasi incidente".

Nel dicembre 2020, l'allora presidente Donald Trump ha suggerito che la Cina piuttosto che la Russia potrebbe essere responsabile della violazione di SolarWinds, aggiungendo che la portata degli attacchi informatici era stata esagerata dai media e che la situazione era sotto controllo.

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