23:23 11 Aprile 2021
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Prosegue nelle principali città birmane l'ondata di proteste contro il colpo di stato militare e per il rilascio della leader Aung San Suu Kyi e dei manifestanti arrestati. Secondo l'Onu la repressione della polizia avrebbe provocato 50 morti.

uraneNuova domenica di proteste in Myanmar contro il colpo di stato militare, nonostante i raid notturni della polizia per arrestare i leader dell'opposizione al nuovo regime. Gli attivisti pro-democrazia si sono radunati nelle principali città del Paese per chiedere il rilascio della leader Aung San Suu Kyi, arrestata dal 1 febbraio, e degli attivisti detenuti durante le proteste.

Uno dei leader delle proteste di Yangon, Maung Saungkha, ha chiesto al popolo di mobilitarsi in tutto il Paese contro la dittatura e mantenere alti i livelli di lotta. 

"Siamo disposti a morire per il nostro paese", ha detto all'AFP.

Le proteste ad Yangon

Le manifestazioni nella città di Yangon di questa domenica hanno visto un'escalation di violenza dovuta agli scontri fra manifestanti e polizia. Alcuni video diffusi sui social mostrano episodi di repressione sugli contro gli attivisti.

​Alcune testimonianze riportando di raid delle forze dell'ordine all'interno di abitazioni private per arrestare gli attivisti nascosti nelle case del quartiere. 

​Altre immagini mostrano i manifestanti occupare le strade principali di Yangon dietro barricate costruite con massi e pietre. 

La polizia avrebbe utilizzato gas lacrimogeni contro i manifestanti. 

​Repressione a Lashio

Secondo quanto riportano i manifestanti, la polizia avrebbe usato per tre volte i gas lacrimogeni per disperdere la folla durante le manifestazioni di questa domenica a Lashio. Sebbene non ci siano  stati arresti le forze dell'ordine avrebbero compiuto diversi raid nelle case private. 

​Alcuni video mostrano i manifestanti occupare le strade pacificamente lanciando slogan alla polizia. 

La situazione in Myanmar

Il Myanmar è teatro di proteste di massa contro il colpo di stato militare dall'arresto del consigliere di Stato Aung San Suu Kyi, del presidente Win Myint e di altri alti funzionari avvenuti ad inizio di questo mese.

I militari hanno accusato il capo del governo deposto Aung San Suu Kyi e la sua Lega Nazionale per la Democrazia di frode elettorale e hanno promesso di tenere elezioni eque il prossimo anno.

All'inizio di questa settimana, inoltre, la leader birmana si è vista addebitare un altro capo di accusa direttamente preso dal codice penale dell'era coloniale del paese, il quale vieta la pubblicazione di informazioni che possono "causare paura o allarme".

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Proteste, Myanmar
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