23:49 17 Aprile 2021
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Più di diverse centinaia di tonnellate di catrame petrolifero si sono riversate sulle coste israeliane il mese scorso, colpendo quasi 160 km di costa mediterranea del Paese. La National Nature and Parks Authority lo ha definito il peggior disastro naturale della nazione da anni.

La fuoriuscita di petrolio avvenuta a febbraio al largo delle coste israeliane viene trattata come un incidente di "terrorismo" da Tel Aviv, che crede che l'Iran sia collegato al disastro. Lo ha detto il Ministro per la Protezione Ambientale Gila Gamliel.

In una serie di tweet, dopo aver indicato che Israele aveva "messo le mani sulla nave incriminata" riducendo i sospetti, Gamliel ha scritto che Tel Aviv ha "scoperto che non si trattava solo di un crimine ambientale, ma di terrorismo ambientale. Una nave pirata di proprietà di una compagnia libica che aveva lasciato l'Iran è responsabile dell'attacco ambientale".

"L'Iran è impegnato nel terrorismo non solo con l'aiuto di armi nucleari o cercando di stabilirsi lungo i nostri confini. L'Iran opera il terrorismo danneggiando l'ambiente. La nostra battaglia contro l'inquinamento e i danni all'ambiente è una lotta che si estende attraverso i Paesi", ha aggiunto il ministro, promettendo di fornire ulteriori informazioni sull'incidente.

Teheran deve ancora commentare le affermazioni di Tel Aviv. È noto che le relazioni tra i due Paesi sono notoriamente conflittuali. È anche noto che il commercio di petrolio iraniano con altre nazioni è stato severamente limitato dalle sanzioni statunitensi, che hanno spinto la maggior parte dei suoi clienti tradizionali nella regione del Mediterraneo a tagliare gli acquisti di greggio iraniano in modo drastico o addirittura completo.

Migliaia di volontari si sono recati sulle coste israeliane il mese scorso per salvare la fauna selvatica locale e aiutare a ripulire centinaia di tonnellate di catrame di petrolio riversatosi lungo quasi tutta la costa mediterranea del Paese.

Gli sforzi di pulizia sono stati assistiti dall'esercito israeliano e il governo ha avvertito che potrebbero volerci settimane o addirittura mesi, con possibili ritardi per la stagione estiva in alcune zone. Tel Aviv ha minacciato azioni legali contro i responsabili.

Le autorità hanno ricevuto critiche per la censura dei dettagli sull'incidente, riguardante misure messe in atto il 22 febbraio per limitare la pubblicazione di informazioni sui media israeliani relative a navi, carichi, rotte di navigazione e altre informazioni che potrebbero portare all'identificazione dei sospetti. Il 23 febbraio un tribunale ha ridotto la portata del decreto bavaglio.

Il mese scorso Gamliel aveva detto ai giornalisti che a essere oggetto di indagine in relazione all'incidente era un totale di nove navi. Gli investigatori hanno prima indicato la petroliera greca Minerva Helen come possibile responsabile della fuoriuscita, ma in seguito hanno ritirato le accuse.

Oltre a Israele l'incidente ha colpito anche la costa e la fauna selvatica del Libano.

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