06:43 12 Aprile 2021
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Il partito liberal-conservatore Venstre, il più grande partito di opposizione della Danimarca, ha suggerito che il paese potrebbe trovare un modo per cooperare con il presidente siriano Bashar Assad per rimpatriare i rifugiati le cui domande di asilo sono state respinte o ritirate.

Mentre diversi governi danesi consecutivi hanno rinunciato a qualsiasi cooperazione con Bashar Assad, considerandolo un dittatore, il partito Venstre ora suggerisce un'eccezione per facilitare il ritorno dei rifugiati respinti, cosa impossibile da realizzare altrimenti.

Il quotidiano Jyllands-Posten riferisce che il portavoce del partito, Mads Fuglede, ha chiesto un accordo "in cui venga indotta la Siria a riprendersi i suoi cittadini".

"Prevedo un accordo quadro per il rimpatrio delle persone e alcune garanzie che possano tornare senza subire persecuzioni", ha detto Fuglede. "Se la Danimarca non pensa che si possa fare, dovremmo spingere per il dialogo con il regime di Assad a livello dell'UE", ha aggiunto.

Per proteggersi dalle critiche, Fuglede ha sottolineato su Facebook di essere contrario a riconoscere quello che ha definito "il regime di Assad":"Per mantenere le cose chiare, Venstre non vuole né riconoscere né giustificare il regime di Assad", ha detto, definendolo una "dittatura criminale".

"Tuttavia, dovremmo discutere cosa fare con tutti i rifugiati siriani in Europa poiché la Siria è diventata più sicura intorno a Damasco e ora potrebbero tornare in sicurezza nel loro paese", ha continuato.

Tuttavia, la proposta di discutere un accordo di rimpatrio con Assad è stata categoricamente respinta dai socialdemocratici al governo. "Manderebbe il segnale completamente sbagliato che consideriamo Assad il vincitore in Siria", ha detto a Jyllands-Posten il socialdemocratico Rasmus Stoklund.

Anche da altre parti sono piovute critiche alla proposta del partito Venstre.

“È completamente sbagliato collaborare con uno dei peggiori dittatori della Storia ... solo per sembrare dei duri. Stiamo parlando di persone", ha twittato il portavoce Social Liberal Andreas Steenberg.

Anche l'ex Primo ministro Lars Løkke Rasmussen, che pure è stato leader di Venstre, ha respinto la proposta del suo ex partito:

"La mia posizione rimane invariata - non possiamo e non dobbiamo cooperare con il regime di Assad".

L'anno scorso, la Danimarca ha iniziato a ritirare i permessi di soggiorno ad alcuni rifugiati siriani della regione di Damasco, poiché le autorità per l'immigrazione del paese hanno ritenuto che parti del paese mediorientale dilaniato dalla guerra fossero sicure per il ritorno.

Se non accettano di partire volontariamente e se la Danimarca non dispone di accordi di rimpatrio con il loro paese d'origine, i richiedenti asilo respinti e altri senza diritto legale di risiedere in Danimarca vengono ospitati nei cosiddetti "centri di partenza". Questo è il caso dei rifugiati siriani, poiché la Danimarca non ha cooperazione con Assad.

President of Syria Bashar al-Assad. (File)
© Sputnik . Alexei Druzhinin
President of Syria Bashar al-Assad. (File)
La Danimarca ha anche firmato la Convenzione europea dei diritti dell'uomo, che impedisce l'espulsione dei richiedenti asilo respinti, qualora rischino torture o persecuzioni nei loro paesi d'origine.

I siriani in Danimarca sono arrivati ​​principalmente come richiedenti asilo durante la guerra civile siriana. Secondo Statistics Denmark, ci sono oltre 40.000 persone di origine siriana che vivono nel paese. Di questi, oltre 35.000 sono nati in Siria e 33.000 sono cittadini siriani.

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