19:01 14 Aprile 2021
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Il governo del Giappone mediante i canali diplomatici ha chiesto alla Cina di non utilizzare i tamponi rettali per i test COVID quando vengono controllati i cittadini giapponesi.

"Abbiamo inviato una richiesta basata su una serie di lamentele che la nostra ambasciata ha ricevuto da cittadini giapponesi che stanno vivendo un alto grado di stress psicologico", ha dichiarato il portavoce del governo giapponese Katsunobu Kato ai giornalisti.

Kato ha sottolineato che questa pratica "non si usa da nessun'altra parte del mondo".

Al momento non c'è stata nessuna reazione ufficiale da parte delle autorità di Pechino a tale richiesta.

A fine gennaio i medici cinesi hanno iniziato ad effettuare i tamponi rettali per rilevare la presenza del COVID-19 nell'organismo in quanto, a loro avviso, questo metodo è "più accurato" rispetto agli altri. Tuttavia, dato che il metodo non è comodo quanto un tampone faringeo, viene utilizzato solo nei punti di quarantena centralizzati.

In precedenza i media statunitensi avevano riportato che ad alcuni diplomatici degli USA che lavorano in Cina per il rilevamento del virus erano stati effettuati tamponi rettali. Tuttavia, il ministero degli Esteri cinese aveva smentito queste segnalazioni. Lo scorso 25 febbraio il portavoce del dicastero Zhao Lijian ha dichiarato che la parte cinese "non ha mai richiesto" al personale della missione diplomatica americana di far prelevare materiale biologico per il test proprio in questo modo.

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