00:00 12 Aprile 2021
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Nel fine settimana otto persone sono state arrestate durante una manifestazione anti lockdown a Copenhagen. Organizzato da un gruppo chiamato "Men in Black", il raduno di circa 1.200 persone è scaturito in reazione all'annuncio del governo di estendere le sue numerose restrizioni anti-coronavirus.

Prima delle manifestazioni, la Danimarca, che è stata bloccata parzialmente dalla fine del 2020, aveva annunciato che avrebbe allentato alcune restrizioni sul coronavirus ma avrebbe mantenuto la maggior parte delle misure restrittive in atto nonostante le proteste dell'opposizione e dei cittadini che vedono le restrizioni come una violazione della loro libertà.

Secondo quanto riferito da TV2, gli individui arrestati avrebbero utilizzato fuochi d’artificio illegali e mostrato comportamenti turbolenti. Per il resto la manifestazione è stata definita "in gran parte pacifica" dalla stessa polizia.

​Inizialmente, la manifestazione era composta da circa 600 persone, ma in seguito la folla è raddoppiata, poiché altri si sono uniti al raduno davanti al municipio di Copenaghen.

​Secondo TV2, anche il leader di Hard Line Rasmus Paludan si è presentato alla manifestazione a Copenhagen e ha tenuto un breve discorso.

Si è tenuta anche una manifestazione ad Aarhus, la seconda città più grande del Paese, dove è stato il Consiglio congiunto del movimento per la libertà ad organizzare l’evento per mostrare l’insoddisfazione per come il Governo sta gestendo la pandemia.

"Men in Black" aveva precedentemente organizzato intense manifestazioni a Copenhagen, Aalborg e in altre grandi città danesi, che avevano anche in quei casi portato ad arresti. A gennaio, un'effigie della Primo ministro Mette Frederiksen era stata bruciata a Copenaghen.

Sebbene ai danesi sia stato permesso di visitare alcuni negozi e prendere parte ad attività sportive su piccola scala ed eventi pubblici, la maggior parte delle restrizioni è stata estesa fino al 5 aprile. Ad esempio, bar, ristoranti e la maggior parte delle istituzioni educative rimangono chiusi.

Sebbene il numero di nuove infezioni sia diminuito nelle ultime settimane dal picco di dicembre, quando sono stati registrati fino a 3.500 nuovi casi al giorno, l'incidenza del ceppo britannico mutato, che è stato identificato come più contagioso, è aumentata e rimane una fonte di preoccupazione per le autorità.

La Danimarca, una nazione di 5,8 milioni, ha visto un totale di 211.000 casi di COVID-19 con quasi 2.400 decessi.

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