19:22 22 Aprile 2021
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L'operazione ha portato alla denuncia di due persone, tra cui un imprenditore pisano di 60 anni.

I militari della guardia di Finanza di Treviso hanno fatto scattare la denuncia nei confronti di due imprenditori accusati di truffa e bancarotta per complessivi 6,6 milioni di euro. Lo riferisce l'agenzia di stampa ANSA.

Le Fiamme Gialle sono riuscite a scoprire che la società dei due, la quale operava nel settore del commercio e distribuzione di prodotti di tecnologia digitale, aveva portato a termine una serie di operazioni il cui unico fine era quello di distrarre, anche tramite interposizione di  società di diritto estero, il patrimonio aziendale della società fallita.

Tali azioni avevano portato ad un danno complessivo per i creditori pari a circa 16 milioni di euro.

L'AD della società, un 60enne originario di Pisa, aveva pianificato la propria uscita e aveva ceduto le proprie quote ad una società estera, così da sottrarsi da eventuali responsabilità penali. Contestualmente aveva fatto subentrare in carica una donna casertana di 30 anni, già titolare di altre società operanti nel medesimo settore ma priva di esperienza e spessore imprenditoriale.

Nel complesso, la nuova amministratrice è riuscita a sottrarre liquidità all'azienda per circa 600.000 euro, oltre beni aziendali e rimanenze di magazzino per 6 milioni, senza contare i pagamenti "preferenziali" a vantaggio di alcuni creditori per altri 4,5 milioni.

L'amministratore era inoltre riuscito a truffare fornitori esteri, dai quali aveva acquistato con pagamento dilazionato prodotti informatici per circa 3,5 milioni, per i quali non aveva però saldato il conto dopo la prima rata, ma anche banche.

Da queste ultime era riuscito a farsi concedere quasi 3 milioni di euro come anticipazione sulle fatture emesse, salvo poi contattare i propri clienti, chiedendo di saldare le fatture con versamenti da effettuarsi su conti correnti accesi presso istituti bancari diversi.

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