01:29 17 Aprile 2021
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Le tensioni tra Teheran e Washington sono iniziate sin dall'uscita unilaterale dell'amministrazione Trump dall'accordo nucleare iraniano del 2015 nel 2018.

L'ambasciatore dell'Iran alle Nazioni Unite Majid Takht-Ravanchi ha sottolineato che Teheran non è interessata ad esacerbare  le tensioni con Washington.

In un'intervista con Al Jazeera pubblicata oggi, l'inviato ha accennato alle mosse di Teheran per ridurre i suoi impegni nell'ambito dell'accordo nucleare iraniano del 2015, noto anche come Piano d'azione globale congiunto (PACG), sulla scia del ritiro unilaterale di Washington dall'accordo. nel 2018.

Takht-Ravanchi ha rimproverato ai firmatari europei dell'accordo "una promessa vuota" di risarcire l'Iran dopo l'uscita degli Stati Uniti, fatto questo che, secondo il diplomatico, ha spinto la Repubblica islamica a iniziare ad abolire i suoi obblighi imposti dal PACG, compresi quelli relativi all'arricchimento dell'uranio.

"Quello che abbiamo fatto era basato sul paragrafo 36 dell'accordo nucleare, ed era in linea con i nostri impegni contenuti nel testo e nello spirito del PACG", ha sottolineato l'ambasciatore.

Il funzionario iraniano si è quindi rammaricato per l'invio da parte di Washington di armi e navi da guerra" nella regione del Medio Oriente, a 11.000 chilometri di distanza dall'America, in un apparente riferimento al dispiegamento di una portaerei statunitense nell'area in seguito alla decisione di Teheran di ridurre gli impegni sul nucleare nel maggio 2019.

"Tutte queste mosse provocatorie, compreso l'assassinio del nostro caro generale martire Soleimani, un attacco terroristico molto provocatorio, sono state compiuto dagli Stati Uniti. L'Iran non ha avuto e non ha ancora alcun interesse nel compiere azioni provocatorie", Ha detto Takht-Ravanchi.

Accordo sul nucleare iraniano del 2015 (PACG)

Il PACG è stato firmato nel 2015 da Iran, Cina, Francia, Germania, Russia, Regno Unito, Stati Uniti, insieme all'Unione Europea.

L'Iran avrebbe dovuto ridimensionare il suo programma nucleare e ridurre drasticamente le proprie riserve di uranio in cambio dell’annullamento delle sanzioni.

Tuttavia, nel 2018 il presidente americano Donald Trump ha annunciato il ritiro unilaterale dall'accordo, avviando la strategia di nuove, rigide, sanzioni nei confronti dell’Iran.

Nelle scorse settimane, in seguito all'ascesa al potere della nuova amministrazione americana di Joe Biden, Teheran e Washington sono tornate a riavvicinarsi e a confrontarsi su un possibile ritorno al PACG.

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