18:45 14 Aprile 2021
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Coronavirus nel mondo: oltre 30 milioni contagiati (361)
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Il Segretario generale delle Nazioni Unite ha messo all’indice le restrizioni legate alla crisi globale del Covid accusando alcuni stati, pur non specificando quali, di aver approfittato dell'emergenza sanitaria per violare i diritti civili e politici. Un’accusa che fino a poco tempo fa era tacciata di ‘complottismo’, ora viene rievocata dall’ONU.

Una vera e propria escalation di accuse è parso il discorso di Antonio Guterres di lunedì 22 febbraio al Consiglio annuale per i diritti umani (HRC). In un videomessaggio preregistrato, il Segretario generale delle Nazioni Unite accusa le "violazioni dei diritti umani" perpetrate durante la crisi globale del Covid-19.

Violazioni dei "diritti politici e civili" in particolare, nonché degli "spazi civici di espressione", di cui trarrebbero vantaggio i governi.

"Brandendo la pandemia come pretesto, le autorità di alcuni paesi hanno adottato severe misure di sicurezza e adottato misure di emergenza per sopprimere le voci dissonanti, abolire la maggior parte delle libertà fondamentali, mettere a tacere i media indipendenti e ostacolare il lavoro delle organizzazioni non governative", ha insistito Antonio Guterres prima del Consiglio per i diritti umani.

Il capo dell'Onu sembra dunque far eco, in maniera generale ma assoluta, alle preoccupazioni di tutto il mondo in merito alle decisioni dei governi, talvolta ritenute liberticide e pericolose.

Pur non nominando nessuno nello specifico, Guterres è parso prendere di mira inoltre gli egoismi degli stati nazionali e gli interessi di parte quando ha detto: "Il nazionalismo dei vaccini ci sta riportando indietro", riferendosi alla sproporzione delle disponibilità di vaccini tra paesi ricchi e paesi poveri.

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